Sketch tratto da “Il cambio della guardia”(1962), con Fernandel e Gino Cervi

La storia di Fernandel e Gino Cervi non è solo amicizia sincera e “Don Camillo e Peppone”. I due interpretarono infatti anche altri due film, di grande successo, indipendenti dalla serie e dai personaggi che li hanno resi immortali. I titoli sono “Noi gangster”(1959) e “Il cambio della guardia”(1962). Specialmente quest’ultimo rasenta il capolavoro e merita ben più di una semplice attenzione. La pellicola tratta dal romanzo “Avanti la musica” di Charles Exbrayat, narra la storia di due amici, Mario e Attilio ( Gino Cervi e Fernandel) ai tempi dell’arrivo degli alleati a fine seconda guerra mondiale.Se nella saga di “Peppone e Don Camillo”, Cervi ha sempre fatto il comunista e Fernandel il prete cattolico, qui ad Ardea le cose si sono ribaltate. Cervi ha recitato la parte del gerarca fascista e Fernandel dell’antifacista. Nella coproduzione italo-francese – filmata sulla rocca della città – il podestà di Ardea, Mario Vinicio ( Cervi), dà i poteri a un antifascista, Attilio Cappellaro ( Fernandel),tanto i loro due figli stanno per sposarsi e tutto rimane dunque in famiglia. Ma sorgono degli inconvenienti, perché gli americani tardano ad arrivare e i gerarchi fascisti mettono loro i bastoni tra le ruote. A fine film, finalmente arrivano le truppe alleate e la commedia si chiude con la commozione della Liberazione tanto auspicata. La coppia Fernandel-Cervi dimostra di funzionare e di convincere, anche al di là dei loro personaggi più celebri, considerato che il film è una commedia popolare molto pungente, e riflette la moda dei film storici dell’epoca ambientati nella seconda guerra mondiale o poco dopo. “Il cambio della guardia” è una commedia spiritosa, ottimamente scritta e interpretata, ineccepibile storicamente e non priva di mordente; e certe piccole cadute nella farsa non bastano a comprometterne il tono medio, che è quello di una comicità seria e comunque dal fondo amaro. Per cui appare ingiusta la dimenticanza in cui il film è caduto, specie se confrontata all’esaltazione di certi contemporanei film seri d’argomento fascista, francamente inferiori. Ma si sa: prendere le cose serie sul ridere non è mai stata una peculiarità dell’intellighenzia italiana, molto più portata a prendere le cose ridicole sul serio. La scelta di ambientare e girare il film ad Ardea non è stata casuale, considerato che la cittadina è posta tra Anzio e Roma e attraverso di essa passava la linea Caesar, l’ultima linea difensiva tedesca prima della Capitale. Grande successo di pubblico, per un film da riscoprire ed una coppia da esaltare.

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