Alla scoperta della Bellezza dell’Arte (La via pulchritudinis)

By Domenico Palattella

san giovanni battista- caravaggio
San Giovanni Battista (c.1602, Michelangelo Merisi da Caravaggio)

•IL CONCETTO DI BELLEZZA

La bellezza esiste come una dimensione consistente in sé e per sé, o è solo una questione di gusti personali, e più ancora di epoche e latitudini?

La bellezza è una dimensione che noi stessi contribuiamo a creare, una specie di convenzione sociale che muta con il mutare dei tempi e dei luoghi, oppure è una qualità che preesiste alla soggettività e a noi spetta solo di riconoscerla?

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Sicuramente ogni giorno assistiamo ad una quotidiana sfilata di cacofonici contrasti estetici che mette seriamente in dubbio l’assunto che possa esistere la realtà oggettiva della bellezza.

•IL CONCETTO DI BELLEZZA: DUE SCUOLE DI PENSIERO

La bellezza è una invenzione che implica anzitutto creatività oppure è una scoperta che implica anzitutto contemplazione?

Il problema angustiava già Sant’Agostino:

“Non appare forse a chiunque abbia integri i sensi questa bellezza? Perché dunque non parla a tutti nello stesso modo?”

Emergono sicuramente due scuole di pensiero:

– oggettività o dogmatismo, per cui la bellezza risiede già interamente nelle cose e che alla mente dell’osservatore spetti solo di riconoscerla;

– soggettività o relativismo, per cui la bellezza non è una qualità delle cose stesse, ma esiste soltanto nella mente che le contempla e ogni mente percepisce una diversa bellezza.

•LA VERA BELLEZZA

In altre parole…

è bello ciò che è bello o è bello ciò che piace?

La grande trappola in cui la cultura odierna ci fa cadere riguardo alla bellezza è proprio il fatto di far prevalere il gusto personale e non il valore “nutrizionale” dell’opera d’arte mediatrice di bellezza.

Tolstoj in Che cos’è l’arte? scrive in proposito che per comprendere veramente una qualsiasi attività umana “è necessario anzitutto considerarla in se stessa… e non soltanto in rapporto al piacere che ne possiamo ricavare”.

La bellezza nell’arte è un po’ come il cibo…

L’organismo si nutre di alimenti che chiamiamo cibi e, allo stesso modo, la psiche si nutre di alimenti che chiamiamo emozioni e lo spirito di alimenti che chiamiamo idee o ideali;

e come esiste un’oggettività della bontà degli alimenti, deve esistere allo stesso modo un’oggettività della bellezza nella sua capacità di comunicare emozioni positive.

Si pensi alla bellezza dei monumenti e delle piazze…

Noi gioiamo delle opere d’arte degli altri popoli o tradizioni, così come gli altri popoli gioiscono delle nostre.

Ammiriamo le bellezze fisiche degli altri popoli, così come essi ammirano le nostre.

Ciò non significa forse

che la bellezza ai suoi vertici

è universale e oggettiva?!?!?!

Non è la bellezza oggettiva a non esistere, ma è piuttosto la condizione umana pervasa dall’ignoranza a non essere alla sua altezza, rimanendo incapace di riconoscerla e onorarla.

•METODO

Occorre affidarsi ad un

METODO

che ci permetta di entrare a fondo

nei contenuti delle opere d’arte…

Poiché viviamo in una società che si può definire dell’immagine e delle immagini, occorre operare uno sforzo per superare difficoltà dovute ad un certo clima culturale influenzato da ideologie materialistiche:

-evitare di fermarsi all’aspetto estetico-formale dell’opera;

-evitare di rinchiudere il rapporto con l’arte nelle sole emozioni sensibili;

-operare una vera e propria purificazione dello sguardo.

• SCHEMA METODOLOGICO

Oggetto dell’interpretazione Atto interpretativo Bagaglio necessario Principio regolatore
1.Soggetto primario o naturale:

a.fattuale;

b.espressivo.

Costituisce il mondo dei motivi artistici.

Descrizione

 pre-iconografica

Esperienza pratica

(familiarità con oggetti ed eventi)

Storia delle forme

(comprensione profonda del modo in cui, in condizioni storiche variabili, oggetti ed eventi sono stati espressi mediante forme)

1.Soggetto secondario o convenzionale, costituente il mondo dei temi figurativi. Analisi iconografica Conoscenza delle fonti letterarie

(familiarità con specifici temi e concetti)

Storia dei tipi figurativi

(comprensione profonda del modo in cui, in condizioni storiche variabili, temi o concetti sono stati espressi mediante oggetti ed eventi)

1.Significato intrinseco o contenuto, costituente il  mondo dei valori simbolici. Interpretazione iconologica Intuizione sintetica

(familiarità con le tendenze essenziali dello spirito umano)

Condizionata dalla psicologia a dalla visione del mondo personale

Storia dei sintomi culturali o simboli in generale

(comprensione profonda del modo in cui, in condizioni storiche variabili, le tendenze essenziali dello spirito umano sono state espresse da temi o concetti specifici)

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