“Io non vedo, tu non parli, lui non sente”(1971), con Alighiero Noschese, Enrico Montesano e Gastone Moschin

Siamo nei primi anni ’70, in un periodo di passaggio di consegne nel cinema italiano e più precisamente nella commedia all’italiana. Posti sotto un munifico contratto da Dino De Laurentiis, è questo il momento in cui brillano le stelle cinematografiche di Alighiero Noschese (già affermato e amatissimo artista televisivo) ed Enrico Montesano, più giovane, attore emergente destinato al grande successo cinematografico. Entrambi si candidano ad eredi dei cosiddetti “mostri” della commedia all’italiana, insieme ad un altro gruppo di attori emergenti, tra cui Gastone Moschin, il quale prende parte al film in questione, ovvero “Io non vedo, tu non parli, lui non sente”, del 1971, remake dichiarato di “Crimen”, realizzato 11 anni prima, che in qualche modo realizza il passaggio di consegne della vecchia generazione, verso quella nuova, denominata a priori quella delle “nuove leve”. Alighiero Noschese, Enrico Montesano e Gastone Moschin, sostituiscono rispettivamente Alberto Sordi, Nino Manfredi e Vittorio Gassman, i quali convincono in un bel gioco di squadra. La curiosità è che il remake del film, è realizzato dal suo stesso regista, ovvero Mario Camerini, con l’unica differenza che l’azione si sposta da Montecarlo a Venezia, mantenendo pressoché inalterato lo svolgimento della trama. E’ la storia di un gruppo di italiani testimoni involontari di un delitto, con equivoci e guai a non finire. Un lavoro ben scritto e diretto, che ha tanti punti a suo favore, primo fra tutti la capacità di evitare accuratamente le volgarità becere e gratuite dell’epoca. Noschese poi, è particolarmente bravo nel disegnare il suo commendatore milanese, un pò prendendo spunto dal suo predecessore interpretato da Sordi, un pò aggiungendoli note di patriottismo padano: a Moschin che gli dice di essere di Forlì, Noschese risponde “Terùn, per me tutti quelli che stanno al sud del Pò, sono dei terùn”. Chissà che qualche partito politico, nato anni dopo, non abbia preso spunto da questa battuta, per formulare il suo slogan? Mah. Comunque il film venne premiato da incassi molto, molto elevati, che consacrarono definitivamente i tre nella “nuova” commedia all’italiana.

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