Picasso, il Cubismo e…Guernica

By Domenico Palattella

picasso e guernica
P. Picasso, Guernica, 1937

Picasso e il Cubismo sono da sempre considerati indissolubili. Il Cubismo ha segnato un momento fondamentale nella storia dell’arte e Picasso ne è stato il grande ideatore.

Ma Picasso non è sempre stato cubista e il Cubismo non è solo quello di Picasso. Analizziamo insieme questa corrente artistica e il suo più famoso esponente.

LE ORIGINI DEL CUBISMO

Generalmente si identifica il 1907 (anno in cui viene realizzato Les Demoiselles d’Avignon di Picasso) come data di inizio del Cubismo.

In realtà il vero e proprio Cubismo nasce nel 1908.

Les Demoiselles viene considerato il primo quadro cubista ma, all’epoca, la riflessione da parte di Picasso, circa la scomposizione delle forme e dei piani era ancora poco più di una serie di studi ed esperimenti. Per Les Demoiselles, le ricerche dell’artista erano più sull’insegnamento di Cézanne e sull’arte africana. È stato invece Braque, con Case e alberi, nel 1908, a dare l’avvio alla grande fase cubista, durata fino agli anni della I Guerra Mondiale.

Agli inizi del ‘900 Picasso era già un artista piuttosto affermato e non conosceva Braque. Nel 1907 i due artisti si incontrarono, tramite il comune amico Apollinaire, nello studio di Picasso. Braque poté ammirare i rivoluzionari studi per Les Demoiselles e ne rimase estremamente colpito, tanto da iniziare anche lui a riflettere sulla scomposizione della figura.

Case e alberi, fa parte di una serie di dipinti, di piccolo formato, realizzati da Braque a L’Estaque, durante un viaggio nei luoghi di Cézanne (morto da poco, nel 1906). In questa serie di quadretti c’è una rilettura degli insegnamenti di Cézanne in una chiave drammaticamente formalizzata. La formalizzazione è geometrica, la sensazione visiva si è persa. Proprio per questo si chiamerà Cubismo. Non più linee delicate e curve ma cubi, la realtà rappresentata diventa un parallelo di quella osservata.

Gli anni tra il ’09 e il 1911 vedono collaborare i due artisti e la loro arte diviene un’iniziativa comune. Quasi subito si inizia a creare intorno a Picasso e Braque una scena artistica molto influenzata dal cézannismo e protesa verso il cubismo. I protagonisti di questo periodo sono, tra gli altri, Delaunay, Dufy, Duchamp, Gris,e Kupka. Sono questi gli anni in cui si parla di cubismo analitico.

• LA SECONDA STAGIONE CUBISTA

Una seconda stagione di questa corrente viene identificata a partire dal 1910 fino agli ultimi lavori cubisti attorno al 1921, e prende il nome di cubismo sintetico.

In questo periodo il segno viene concepito alla stregua di un linguaggio. Il quadro, all’alba della guerra, diventa un oggetto e tutto è affidato ai liberi segni sulla tela.

Picasso, sempre all’avanguardia, coglie il clima subito precedente allo scoppio della guerra e inizia a creare opere “oggetti”, nature morte in cui compaiono frammenti di giornale, scritte ed elementi non comuni.

È in questo periodo che la ricerca di Picasso procede in una direzione diversa rispetto a quella dei cosiddetti cubisti dei Salon (I Salon erano due grandi esposizioni che si tenevano ogni anno a Parigi, rispettivamente uno, d’Automne, in autunno e l’altro era un esposizione des Indépendants, di artisti che rivendicavano la loro indipendenza artistica).

I cubisti dei Salon compresero le innovazioni del linguaggio di Picasso e portarono avanti le loro ricerche che sempre più volgevano lo sguardo all’astrazione.

Il cubismo influenzò e rivoluzionò tutta l’arte del momento e uscendo anche al di fuori della Francia; arrivò a contagiare anche il lavoro di artisti come Mondrian e Boccioni.

Anche Picasso operò una sintesi, e dalle sue scomposizioni all’astrattismo il passo era breve. La sua ricerca pero’ continuò ad indagare il segno e il linguaggio all’interno del quadro.

Genio, Picasso, anche nella resa, seppur scomposta, dello straziante dolore che pervade l’opera Guernica, realizzato nel 1937, ormai nella piena maturità e ben lontano dalle prime sperimentazioni cubiste.

Senza alcun dubbio, una pietra miliare della storia dell’arte contemporanea.

•GUERNICA (1937)

Mentre Picasso lavorava nel suo studio a Parigi, la Spagna viveva un periodo di forte agitazione: era in atto una guerra civile tra i monarchici, guidati dal generale Francisco Franco e i repubblicani. Picasso non fu mai tanto coinvolto negli affari della politica, ma in questa occasione non poté tirarsi indietro.

Il governo repubblicano, vedendo in lui un personaggio di spicco gli affidò la direzione del Museo del Prado di Madrid e gli commissionò una grande tela da esporre a rappresentanza della Spagna all’Esposizione Universale che si sarebbe tenuta nell’estate 1937 a Parigi.

Fu così che Picasso dipinse Guernica: proprio quando stava riflettendo sul soggetto da rappresentare nella sua grande opera, iniziarono ad arrivare a Parigi le prime eco del grande bombardamento che il 26 Aprile 1937 rase al suolo la città di Guernica. Arrivarono sui giornali anche i primssimi reportage di guerra: morti, feriti e case in fiamme.

La guerra civile spagnola si concluse solo nel 1939 con circa un milione di morti e la vittoria di Franco, e alla storia dell’arte passò l’opera d’arte Guernica di Picasso, forse l’opera più impegnata “civilmente” di tutti i tempi.

Partiamo dalle dimensioni appunto e dalla tecnica: Guernica  è una tela dipinta ad olio delle dimensioni di 3,49 x 7,76 m e si trova esposta al Museo Reina Sofia di Madrid.

Ciò che appare subito evidente è la scelta dei colori: la tela è quasi un monocromo giocato sui toni del grigio e questo perché, come abbiamo detto in precedenza, Picasso non ha mai visto dal vivo il bombardamento e il risultato di tale disastro, ma le sue fonti di ispirazione sono stati i reportage fotografici di guerra che erano appunti caratterizzati dal bianco e nero.

Tutta la composizione rispecchia chiaramente il principio prospettico tipico del cubismo: abbiamo una serie di figure incastrate una sull’altra, rappresentate da punti di vista differenti, notiamo inoltre che alcuni corpi hanno volume e altri risultano estremamente piatti e bidimensionali.

Lo spazio che Picasso rappresenta in Guenica è uno spazio interno ( ce ne accorgiamo anche dal lampadario centrale, una lampada domestica appunto, e dalla finestra sulla destra della tela), sventrato e messo a soqquadro dal bombardamento appena avvenuto.

La composizione pittorica, che ha al suo interno molti richiami alla storia dell’arte, è concepita come molti polittici medievali con uno schema triangolare, il cui vertice corrisponde al polso della donna, che segna anche un asse di simmetria di tutta l’opera.

Ma andiamo per gradi… chi sono le figure rappresentate in Guernica?

Partendo da sinistra verso destra notiamo subito una madre con un bambino in braccio: è disperata, il bambino è ferito o addirittura morto, nel suo volto c’è lo strazio di ha perso un bambino. Il riferimento esplicito, anche per la posizione assunta dai personaggi è a Michelangelo con la prima Pietà o al bambino che nelle Natività rappresenta il presagio della morte e per la posizione del braccio invece il riferimento è a Marat nell’opera di David.

Salendo verso il vertice del triangolo abbiamo poi un toro, simbolo della forza e del potere della Spagna ma anche di brutalità, che era stato più volte analizzato e dipinto da Picasso nelle sue Tauromachie, e il cavallo invece è il simbolo della natura addomesticata e addolcita all’intelligenza, molto espressivo in questa opera è il grido di dolore che sembra emettere. Picasso dichiarò che il cavallo rappresenta anche il popolo. Un grido di dolore universale dunque, che accomuna tutti, uomini e bestie, verso un unico destino.

A terra nella metà di sinistra c’è un soldato: non un eroe che combatte, ma a terra, sconfitto, con una spada ridotta a un frammento. Anche lui caduto sotto il bombardamento. Ma un piccolo segno di speranza in tutta questa tristezza: tra le mani c’è un piccolo fiore, simbolo della pace e della rinascita.

Le figure sulla parte destra invece sono figure umane: una donna che grida e corre verso sinistra ( tutta l’opera sembra essere attraversata da una forza che spinge tutti verso la sinistra, anche gli animali e le altre figure sembrano mosse da un vento che spira verso quella direzione), un’altra figura di donna che sta cercando qualcosa con la luce di una candela e nella parte terminale di destra l’inquietante presenza del fuoco: lingue di fuoco che si sprigionano dalle case bombardate e che colpiscono anche un uomo, che grida e tenta di fuggire. Quest’ultima figura per la posizione assunta rimanda invece alla posizione della Maddalena in molte Crocifissioni.

Guernica: il grido di dolore universale

Insomma Guernica rappresenta il grido di dolore di tutta l’umanità sconvolta dalle guerre del Novecento, che entrano con prepotenza nelle case e nelle vite dei civili.

Lo stesso Picasso donò l’opera alla Spagna con la condizione che la tela sarebbe dovuta tornare in patria solo quando questa avesse ripristinato un regime democratico. Per questo motivo l’opera fu conservata presso il Museum of Modern Art di New York e ritornò in Spagna solo nel 1981.

•ALCUNE OPERE DI PICASSO NEL CUBISMO

Les-demoiselles-dAvignon-Pablo-Picasso-analisi
P. Picasso, Les Demoiselles d’Avignon, 1907
P. Picasso, The Reservoir, Horta de Hebro, 1909
P. Picasso, The Reservoir, Horta de Hebro, 1909
Natura-morta-con-sedia-impagliata-Picasso-analisi
P. Picasso, Natura morta con sedia impagliata, 1912

 

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