Il Battesimo di Cristo, di Andrea Del Verrocchio

By Domenico Palattella

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Il Battesimo di Cristo, ca.1475, tempera su tavola. 180×152 cm.

Andrea di Francesco di Cione (nato a Firenze nel 1435 e morto a Venezia nel 1488), detto del Verrocchio, è una figura emblematica nel panorama artistico fiorentino della seconda metà del XV secolo. Egli organizza la propria attività in modo imprenditoriale impiantando una bottega che in breve diverrà una delle più rinomate della città. In essa vengono trattate con pari dignità arte e artigianato: dall’oreficeria (di cui era maestro indiscusso) alla pittura, dalla scultura alla decorazione delle corazze, fino alla realizzazione della palla di metallo dorata da porre alla sommità della cupola del Brunelleschi (1468). Dalla bottega del Verrocchio usciranno artisti quali Botticelli, il Perugino e Leonardo Da Vinci. Per questo motivo è spesso difficile distinguere nei suoi dipinti la mano del maestro da quella, straordinaria, dei suoi allievi migliori.

Il Battesimo di Cristo. La tavola rappresenta il Battesimo di Cristo e contiene tutti i personaggi e gli elementi che solitamente caratterizzano questo tipo di soggetto: Gesù con i piedi immersi nelle limpide acque del Giordano, Giovanni Battista con il braccio sollevato nell’atto di aspergere la testa di Cristo e due angeli genuflessi che assistono all’evento sacro. Sono simbolicamente presenti anche le altre due Persone della Trinità: lo Spirito Santo in forma di colomba e le mani di Dio Padre il cui volto, grazie ad un invenzione di rara fantasia, si rispecchia nell’acqua della bacinella che il Battista tiene sollevata. Il dipinto non è opera esclusiva del Verrocchio, anche se un buon 70% appartiene alla sua mano. Alla sua realizzazione, infatti, partecipò, come di consuetudine, la sua intera bottega: forse il Botticelli, al quale alcuni critici attribuiscono il secondo angelo da sinistra e, in particolare modo, il giovane Leonardo. Quest’ultimo, allora appena 23enne, dipinse totalmente l’angelo all’estrema sinistra ed intervenne anche sulla figura del Cristo, sull’acqua che lambisce le caviglie dei due personaggi principali e, soprattutto, sul paesaggio lontano. Lo studio della realtà e di tutti i fenomeni che caratterizzeranno l’attività di Leonardo per tutta la vita, sono quì già evidenti in diversi particolari. Il panneggio delle vesti dell’angelo, ad esempio, appare molto ben studiato, con un equilibrato dosaggio di luci ed ombre. Lo stesso può dirsi per la rappresentazione dell’acqua, che intorno alla caviglia destra del Cristo forma un piccolo vortice schiumoso; per le sfumature di colore che modello il busto di Gesù e, in particolar modo, per l’ampio paesaggio retrostante. In esso il piccolo corso d’acqua in primo piano si trasforma in un grande fiume dai riflessi dorati che scorre pacifico fra i monti dai profili indistinti per la lontananza.

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