“Sono solo fantasmi”- Il Film (Articolo pubblicato sul mensile “Smart Marketing” il 29 novembre 2019)

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Carlo Buccirosso, Gianmarco Tognazzi e Christian De Sica nel film “Sono solo fantasmi”(2019), regia di Christian De Sica.

Sono solo fantasmi di Christian e Brando De Sica, è una curiosa contaminazione tra horror e commedia brillante, un po’ sulla falsariga di alcuni esempi ibridi tipo Tempi duri per i vampiri (1959), dove il comico nostrano Renato Rascel era inserito in una bizzarra parodia degli horror movies della Hammers con Christopher Lee nel ruolo di Dracula. Ma ancora di più Sono solo fantasmi guarda a Ghostbusters (1983) di Ivan Reitman, per gli effetti speciali e agli zoombie movies. Ma ancora di più è debitore, nella leggerezza e nello stile, allo splendido Fantasmi a Roma (1961), di Antonio Pietrangeli. Ma è ancora di più un omaggio di Christian De Sica alla figura del padre Vittorio; ma non passi inosservato neanche che il personaggio interpretato da Gianmarco Tognazzi si chiami Ugo.

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La sequenza finale, in bianco e nero, con Christian De Sica che assume le sembianze del padre, è da pelle d’oca, mentre sulla discesa del palazzo del Giudizio Universale, saluta il pubblico nella classica posa del padre. La trama è presto detta. E’ la storia di tre fratelli: Thomas (Christian De Sica), Carlo (Carlo Buccirosso) e Ugo (Gianmarco Tognazzi), i quali alla morte del padre, Vittorio De Paola (!!! neanche questo un caso), scoprono che lui aveva sperperato al gioco tutte le sue ricchezze. Per salvare l’antico palazzo di famiglia, scelgono quindi di sfruttare la superstizione popolare degli abitanti di Napoli per mettere in piedi una redditizia attività di acchiappafantasmi.

Molto scettici in principio, strane apparizioni e voci convincono presto i fratelli a prendere molto più sul serio l’intera faccenda, arrivando a intuire che la profezia del risveglio di una terribile strega – la janara del folklore locale – arsa viva secoli prima e pronta a scatenare la sua furia su Napoli, sia tutt’altro che da prendere sotto gamba. Saranno aiutati dal fantasma del loro padre (sempre Christian De Sica), sconfiggeranno la maledizione e salveranno la città partenopea dalla distruzione. Un film insolitamente serio: potrebbe essere definito un black-umor, che in alcuni casi addirittura sorprende, sia per l’ambientazione, sia quando il film si fa serio. Ma anche quando il film verte sul più classico lato “comedy”, sembra azzeccato, soprattutto nel connubio dell’insolito trio composto dallo stesso Christian De Sica nei suo soliti ruoli da fanfarone; da Carlo Buccirosso, il fratello trapiantato a Milano, che vive all’ombra del ricco suocero; e da Gianmarco Tognazzi, il fratello “ritrovato”, tontolotto e perennemente in bilico tra il grottesco e il tragicomico. Per tutte queste ragioni il film è da vedere, impreziosito dallo squarcio di poesia finale, che dà davvero l’impressione che quello sullo schermo sia Vittorio, cui De Sica-figlio dà il corpo, la somiglianza, le movenze e la voce, quasi come se fossimo di fronte ad un Ghost di casa nostra. A chi ha amato e ama De Sica-padre, forse una lacrimuccia ci scapperà, riscattando magari il giudizio sul film, che, per la verità, anche avulso da questo commovente omaggio, non è affatto deprecabile.

Domenico Palattella

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