I “Pane e amore” e i “Don Camillo e Peppone”: profumo di poesia bucolica

L'immagine può contenere: 1 persona, in piedi, oceano e spazio all'aperto

Col suo miliardo e 400 milioni d’incasso “Pane, amore e fantasia” fu campione italiano per il 1953, e l’anno seguente l’inevitabile seguito, voluto a furor di popolo, “Pane, amore e gelosia”, fece ancora meglio, superando il miliardo e mezzo di lire di incassi. Film epocali e serie epocale, che continua l’anno seguente cambiando regista, da Comencini a Risi; interprete femminile, dalla Lollobrigida alla Loren; ambientazione, da Sant’Angelo Romano a Sorrento; e per di più diventa anche a colori abbandonando il classico bianco e nero. Ciò che rimane immutato, è lui, Vittorio De Sica, il vero trascinatore della serie, sensuale, carismatico, seducente, immenso…gli aggettivi si sprecano. Il film in questione è “Pane,amore e…”, che avvolto dallo sgargiante colore, dalle bellezze di Sorrento e dalla fierezza popolare e popolana della Loren, oltre che dal carisma di De Sica, si confermerà campione di incassi dell’annata 1955, con oltre un miliardo di lire incassati. Vittorio De Sica, inoltre, vincerà il primo David di Donatello della storia, come miglior attore protagonista, nella prima edizione del 1956.

L'immagine può contenere: 1 persona, in piedi e spazio all'aperto
La serie proseguirà nel 1958 con “Pane,amore e Andalusia”, ancora con De Sica e Carmen Sevilla, girato in Spagna dal regista iberico Xavier Seto. Tanto fu il successo della serie che questa continuerà con un curioso prodotto collaterale dal titolo “E’ permesso maresciallo? Tuppe tuppe marescià”(1958), senza De Sica, ma con Roberto Risso, timido carabiniere scelto dei primi due episodi della serie, adesso diventato maresciallo. Curiosità: De Sica che non c’è, appare però in fotografia, e ciò giustifica il fatto che il film può essere definito come un quinto episodio della serie. Nella serie dei “Pane e amore” i problemi sociali malgrado tutto denunciati in “Due soldi di speranza” si attenuano ulteriormente per dare spazio a delle spensierate commedie bucoliche affidate ad astuti caratteristi, in cui non manca proprio nessuno: c’è il parroco interpretato da Virgilio Riento, la governante interpretata da Tina Pica, e poi la fiera popolana interpretata da Gina Lollobrigida, la levatrice del paese interpretata da Marisa Merlini, il maresciallo superbo di De Sica. Rispolverando il suo enorme charme, proprio De Sica iniziò una nuova carriera d’attore di mezza età col suo maresciallo dei carabinieri blandamente donnaiolo, intrigato dalla “Bersagliera” ma finalmente soccombente alla matura levatrice del paesino, Marisa Merlini. Roberto Risso, un biondino dall’aria timida, era il suo imbranato subalterno veneto, e la prosperosa Lollobrigida, che si era tentato di lanciare come star del technicolor all’italiana, appariva finalmente a suo agio, ora che il copione le chiedeva di correre a piedi nudi sui sassi e non di ancheggiare sui tacchi a spillo, portando modelli di sartoria. Il paese in cui sono ambientati i primi due capitoli della serie, è nelle intenzioni degli sceneggiatori un piccolo paesino di montagna della Marsica abbruzzese, ma in realtà Sant’Angelo Romano, in provincia di Roma. Ma giacché nel nostro meridione tutti i paesini sono uguali, va bene anche così.

Pane Amore E Gelosia Italian Edition by memmo carotenuto: Amazon ...
Gli stereotipi paesani vengono confermati anche nel terzo capitolo della serie, quello colorato e girato a Sorrento, dove malgrado il cambio di gran parte degli attori, l’impianto scenico rimane invariato: la prosperosa e fiera popolana sarà interpretata da Sophia Loren, il parroco del paese è Mario Carotenuto in sostituzione di Virgilio Riento; il belloccio di buoni sentimenti è interpretato da Antonio Cifariello che sostituisce Roberto Risso ( e mi si permetta di dire, molto, molto meglio), il ruolo della matura prosperosa e seducente che saprà legare a sé il maresciallo, passa da Marisa Merlini a Lea Padovani; mentre del cast originale rimangono soltanto Vittorio De Sica e Tina Pica.

L'immagine può contenere: una o più persone e spazio al chiuso
Un altro filone di commedia idilliaca campagnola popolare quanto quella dei “Pane e amore” fu inaugurato lo stesso anno con la serie dei “Don Camillo”, tratta dai popolarissimi romanzi di Guareschi. Qui ci troviamo al nord anziché a sud, a Brescello nella bassa padana, e il conflitto è tra le due autorità, il sindaco comunista Peppone e il parroco Don Camillo, che ha sempre l’ultima parola ( nel mondo post-borbonico di “Pane, amore e fantasia”) l’autorità era costituita dal maresciallo, e il prete era la voce del fatalismo; spiegava tra l’altro che la miseria è inestirpabile, anche le agitazioni sarebbero inutili, in quanto la terra è dei contadini già da mezzo secolo). Fu un colpo di genio del produttore ( Peppino Amato, per Rizzoli) quello di affidare la materia tanto italiana, ma com’era stato dimostrato dal successo internazionale dei libri, tanto esportabile dei “Don Camillo”, a realizzatori stranieri: il regista Julien Duvivier coadiuvato dallo scrittore R. Barjavel, e l’attore Fernandel dal sorriso equino e dalle manifeste origini italiane ( il nonno era piemontese di Cairo Montenotte, in provincia di Cuneo). Dopo varie perplessità ( si pensò perfino di dare la parte allo stesso Guareschi, che sfoggiava un adattissimo paio di baffoni) il fazzoletto rosso di Peppone fu annodato al collo di Gino Cervi, avvantaggiato dal sangue emiliano che gli scorreva nelle vene: caso di rinascita cinematografica da grande attore di mezz’età, analogo a quello di De Sica.

Don Camillo e Peppone. 50 anni dalla scomparsa di Guareschi a ...
Le tappe sono cinque, e di altissimo livello: “Don Camillo”(1952), “Il ritorno di Don Camillo”(1953– stesso regista), “Don Camillo e l’onorevole Peppone”(1955– diretto da Carmine Gallone), “Don Camillo monsignore…ma non troppo”(1961– ancora diretto da Carmine Gallone), “Il compagno Don Camillo”(1965– diretto da Luigi Comencini). I “Don Camillo” piacquero perché molto ben fatti e ben recitati, e soprattutto perché malgrado le intenzioni conservatrici dell’autore dei libri, trovarono consensi da tutti i lati. Anzi, si può dire che, paradossalmente, nel clima censorio di quegli anni, il simpatico e fondamentalmente bonario sindaco comunista di Gino Cervi fece più propaganda alle sinistre dei film di registi dichiaratamente impegnati (es. “Achtung!Banditi!”, di Lizzani, “Roma ore 11”, di De Santis). Allora infatti le destre conducevano la loro lotta politica nel segno dell’anatema; coi comunisti non si doveva nemmeno parlare, la scomunica colpiva automaticamente i lettori dell’Unità. Ecco invece che nei “Don Camillo”, un pò come Totò e Aldo Fabrizi in “Guardie e ladri”, i due nemici tradizionali sono in realtà due facce della stessa moneta. Conterranei, si capiscono benissimo l’un l’altro, e capiscono e conoscono profondamente tutti i loro compaesani. Peppone ammira segretamente la cultura e l’intelligenza di Don Camillo; il prete vuol bene a Peppone per la sua generosità. Divisi nelle faccende locali, i due si trovano spesso uniti contro il mondo esterno: sono dalla stessa parte quando il Po rompe gli argini; oppure quando Peppone si presenta candidato al Parlamento e Don Camillo segretamente lo prepara per gli indispensabili esami di licenza media. Nell’ultimo capitolo della serie, quando ormai siamo a metà degli anni ’60, la satira politica è più esplicita che altrove, e infatti i tempi sono molto cambiati; stavolta il vecchio prete si intrufola in una delegazione ufficiale in visita all’Urss, assieme al compagno Peppone. Ancora una volta, l’arte anticipava la vita: quasi modellandosi su quelle macchiette, un presidente socialista e un Papa alla mano finiranno ai giorni nostri per realizzare l’idillio con liete scampagnate antiprotocollari.

Don Camillo e Peppone e il crocifisso che parla in mostra a Villa ...

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: