Le “signorine” degli anni ’50: il cinema declinato al femminile

Anna Maria Ferrero

Durante la metà degli anni ’50, si fa strada, nei meandri di un’attenta e oculata attenzione al sociale e ad un primo vagito di emancipazione femminile, un certo tipo di cinema tutto declinato in rosa.

Probabilmente tanto merito in questo lo ha avuto “Nannarella”, ovvero Anna Magnani, la prima attrice a scalzare in tutto e per tutto l’universo maschile, che dispoticamente aveva dominato il cinema fino ad allora, lasciando alle donne soltanto le briciole. Si diffonde quindi, proprio intorno alla metà degli anni ’50, un’attenzione diversa al femminismo, visto però ancora con l’occhio di un mondo arcaico nella sua popolaresca genuinità, in cui l’obiettivo delle donne, finalmente al centro della scena, è comunque ancora quello di innamorarsi e costruirsi una famiglia. Il buon senso femminile trionfa sul tradimento, sull’ipocrisia, sulle avversità, in linea con il diffuso moralismo nazionale che viaggiava a braccetto con i dettami imposti dalla censura democristiana. Film come Roma, ore 11 (1951), con Lucia Bosè e Carla Del Poggio; Le amiche (1955), con Eleonora Rossi Drago; o ancora Le ragazze di Piazza di Spagna (1952), con Lucia Bosè; e Le signorine dello 04 (1954), con Antonella Lualdi, Giovanna Ralli e Giulia Rubini, mettono in luce un mondo in rapido mutamento, con alcuni accenni di critica sociale, all’ombra di una Roma pre-boom, abitata da personaggi bonari e docili. Da queste pellicole e da quelle giovanili e scanzonate dei Poveri ma belli e affini, escono fuori le figure di quelle che verranno poi etichettate le “signorine” del cinema italiano. Anna Maria Ferrero, Antonella Lualdi, Giovanna Ralli, Giulia Rubini e più in là, anche la già citata Marisa Allasio, si affermano come donne dai sani principi, che giocano a fare le civette, ma che in fondo hanno un’educazione talmente solida da risultare perfettamente in linea, non solo con la morale dell’epoca, ma anche con quella che era la “normalità” delle giovani ragazze italiane, che sognavano l’amore, il focolare domestico e un matrimonio felice.

Antonella Lualdi

Domenico Palattella

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