Alessandro Borghi e Patrick Dempsey ci avvicinano all’alta finanza con Diavoli. Ma i termini tecnici sono stati tutti comprensibili?

“Il capitale si è fatto macchina, intelligenza artificiale in contrapposizione al lavoro vivo dell’umano, da cui estrae valore in continuazione. Il capitale è pervasivo, totalizzante, è ovunque: in ogni nostra parola, passo, gesto, click. Non si limita a mettere a profitto i desideri e le emozioni, li crea a sua immagine e somiglianza. L’essere umano, separato dagli altri, si riduce a sua articolazione. Noi siamo la sabbia negli ingranaggi di questo sistema.”

Con questo principio viene descritto il blog di Guido Maria Brera, CEO di Kairos, prima società di gestione del risparmio d’Italia, e scrittore del romanzo “I Diavoli”. L’universo narrativo del libro si è poi ampliato attraverso l’omonimo sito e successivamente serie;

Dalla produzione ad ampio raggio di più case televisive e cinematografiche, tra cui Lux Vide e Sky Italia, nasce infatti Diavoli, una serie ambiziosa, intrigante e internazionalmente attraente. Attraente non solo per i volti cosmopoliti e -letteralmente- alettanti che spaziano da Patrick Dempsey e Lars Mikkelsen, fino ad arrivare agli italiani Alessandro Borghi e Kasia Smutniak, ma soprattutto per la carica thriller che aleggia su tutta la storia e che ha permesso alla serie di essere esportata in più di 160 Paesi del mondo.

Per i meno abbietti del settore finanziario, questa serie sembrerà inizialmente difficile da decodificare ma puntata dopo puntata lo spettatore sarà catapultato nei retroscena delle banche d’investimento e dei loro coinvolgimenti con eventi mondiali apparentemente non collegati, come la guerra in Libia e la crisi dei PIIGS.

Lontana dagli scenari di Wall Street e The Wolf of Wall Street che si rifanno ad ambienti e modalità narrative di stampo americano, Diavoli è il primo vero esempio europeo sul tema; cupo, affascinante, enigmatico, avente un ritmo talmente vertiginoso da risultare anche inesplicabile se non è seguito con costante concentrazione, senza lasciare un dialogo dietro.

L’intento degli sceneggiatori e di Brera è quello di avvicinare lo spettatore quanto più possibile alla realtà, servendosi anche di brevi filmati reali che contestualizzano ogni episodio, posizionati nei titoli di testa e di coda, e che permettono di ripercorrere concretamente i fatti avvenuti dalla crisi del 2008.

Ma per far sì che la serie risultasse tangibile, all’interno dei dialoghi sono stati inseriti termini e acronimi comuni negli assetti finanziari, utilizzati dai personaggi anche in contesti quotidiani; e se da una parte il fascino di questi “diavoli” in giacca e cravatta è garantito anche dall’uso disinvolto di tali termini ammalianti, dall’altra il pubblico lontano da questo mondo farà fatica a inquadrare ogni dinamica e di conseguenza, rimanere al passo con la storia.

Lo stesso Borghi ha ammesso che prima di avventurarsi in questo progetto, del tutto nuovo per lui anche in campo linguistico (la serie è girata interamente in lingua inglese), la sfera finanziaria e le sue relative figure erano un tabù e che è stato difficoltoso entrare in contatto diretto con un ambiente noto per essere inaccessibile più della politica, e questa serie ne è la prova.

Un parola presente di frequente è “shortare”, tanto voluta da Brera affinché fosse messa in luce l’indole dei personaggi e del loro lavoro. Con questa parola viene intesa un’operazione d’investimento tipica dei traders, ovvero di operatori di mercato, che in sostanza scommettono sull’eventuale ribasso di un azione o una valuta; scommettendo, quindi, i traders prendono in prestito delle azioni e le mettono sul mercato al prezzo che pensano in quel momento sia sovrastimato, ricomprandole successivamente al prezzo ribassato nel momento in cui saranno scese di valore come avevano effettivamente previsto, restituendole a chi le aveva prestate con un po’ di interesse.

Altra espressione in voga fra finanza ed economia, è “quantitative easing” o QE. S’intende così un intervento da parte delle banche centrali per “calmare” (trad. di “easing”) un forte stress dei mercati, stampando denaro ai fini di colmare il debito pubblico. Lo scopo sarebbe quindi quello di tranquillizzare l’intero sistema, ma facendo attenzione a non incorrere nella svalutazione della valuta e di conseguenza nell’inflazione.

Nella serie si fa riferimento anche al mercato immobiliare e ai relativi mutui erogati; entrando in quest’ottica, si può affermare come le banche riescano a guadagnare da ogni mutuo ma anche come ci sia la possibilità di arrivare ad esaurire il capitale bancario. Per risanare questa condizione, entra in gioco la “cartolarizzazione”, vale a dire la riduzione dei debiti letteralmente in carta in modo tale da essere piazzati nel mercato dei capitali e dando alle banche la possibilità di scaricarli dai bilanci e di continuare a prestare. In più, rivestendo il ruolo di intermediari per la vendita di quei titoli, guadagnano anche grazie alle commissioni.

Un’ultima operazione più complicata dal nome che a conti fatti, è poi “Credit Default Swap”. Detta anche CDS, riveste la funzione di assicurazione per tutelare il finanziatore in affari con un Paese o un’azienda in caso quest’ultime andassero in default, ovvero fossero impossibilitate ad adempiere i propri obblighi.

Per Brera i Diavoli sono “gli uomini della finanza mondiale. Sono invisibili, odiano gli eccessi, apprezzano il rigore. Più del denaro, vogliono il potere, lavorano per arginare il caos alle nostre porte. Più che diavoli sono, in verità, monaci guerrieri”.

La storia però ci apre non solo le porte di un regno virtuoso, elegante e temperante, ma anche quelle di una trama fatta di squali spietati quanto arguti, cospirazioni e manipolazioni; il tutto condito con un po’ di drama che non fa mai male.

Destreggiandosi fra giochi di potere, brama e un’astuta intelligenza, Diavoli può facilmente essere assimilata ad House of Cards, mettendo al centro delle reti che dominano il pianeta, non la politica ma la finanza.

E allora, chi è che muove davvero i fili del potere?

Grazia Battista

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