Consigli cine-letterari: la trilogia de “L’inviato dalla Rete”, di Alessandro Ticozzi

Una trilogia della “memoria” del teatro, del cinema, della televisione e della musica italiana. Questa è l’opera in tre atti, del saggista e critico cinematografico, Alessandro Ticozzi, dal titolo L’inviato dalla Rete, Otto anni di lavoro, la prima edizione è datata al 2013, la seconda al 2015 e la terza a gennaio del 2021. I tre libri sono tutti editi da Edizioni Sensoinverso.

Lo stile dei tre lavori, che coralmente compongono questo album di ricordi, è confidenziale, perché accompagna il lettore attraverso interviste molto accorate, che raccolgono testimonianze dirette, ricordi, aneddoti e approfondimenti dei grandi protagonisti dello spettacolo italiano. La raccolta di interviste messe in atto da Ticozzi, sono ricordi che fanno parte della nostra memoria collettiva, e come dice l’illustre professore Umberto Broccoli, prefatore del terzo volume della trilogia: “crea il contesto nel quale hanno vissuto i protagonisti intervistati”. Alcune volte si tratta di interviste in “prima persona”, altre volte di ricordi o aneddoti di chi ha conosciuto quel determinato “mito” dello spettacolo italiano.

Tante interviste prestigiose, impossibile davvero nominarle tutte, però, ad esempio nel primo volume Ticozzi intervista Jerry Calà, che parla della sua controversa esperienza dietro la macchina da presa; e poi abbiamo il ricordo di Erminia Manfredi, sul marito Nino, nella vita privata e in quella professionale; e ancora interviste dedicate a Mario Monicelli, a Enrico Maria Salerno, a Gabriele Ferzetti, a Ugo Tognazzi o a Vittorio Gassman. Anche il mondo della musica è analizzato con grandissima efficacia: Mina, Lucio Battisti, Giorgio Gaber, ma anche tanti altri. Insomma Ticozzi, tra personaggi illustri e approfondimenti dettagliati, tra amabili chiacchierate e interessanti aneddoti, ci fa conoscere meglio lo “spettacolo italiano” attraverso le testimonianze di chi lo ha vissuto.

Un album di volti e di personaggi rimasti nella memoria collettiva. Piacevole, emozionante, frizzante, questa trilogia di Ticozzi, è una chiave capace di aprire lo scrigno dei ricordi di ognuno di noi e farci capire davvero perché il teatro, il cinema, la televisione e la musica di una volta erano davvero così immortali.

Ci sarà un quarto volume?

Lo speriamo molto, perché la penna di Ticozzi, veneziano, ma ormai romano di adozione, è agile e veloce e affonda nei ricordi, con grande leggiadria, passando da un “mito” all’altro, sempre con estrema competenza e conoscenza della materia.

L’autore Alessandro Ticozzi.

Domenico Palattella

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