Quella magica sensazione di “calda e piccola città” che ha ispirato Una mamma per amica

Quanto può influire l’ambientazione di una serie tv sui gusti del pubblico? Può mai essere così importante?

Facciamo qualche esempio: la casa dei Cohen in The O.C. vi è familiare? Il Central Perk in cui si radunavano i nostri amici intramontabili di Friends? Le scale elitarie della Constance Billiard School (appartenenti in realtà al MET di New York) su cui sedevano Blair e le sue ancelle? E tutti quei paesi che ormai sono anche un po’ casa nostra? Smallville, Sunnydale, Approdo del Re.

Molto spesso questi luoghi sono del tutto immaginari, inventati ad hoc per soddisfare le esigenze della storia, altre volte però vengono costruiti grazie a qualche spunto preso dalla realtà. È il caso di uno dei paesini più suggestivi e familiari degli ultimi vent’anni: Stars Hollow.

Il nome vi riporta alla memoria la neve, un gazebo nella piazza principale e la frase “caffè, caffè, caffè!” ? Allora significa che siete stati permeati di cultura e riferimenti pop, battute sagaci e lezioni di vita tanto confidenziali quanto naturali. Una mamma per amica è stata davvero l’amica della porta accanto che ci ha accompagnati per 7 anni (più un bonus di quattro puntate) e ci ha permesso di crescere con Rory e le decisioni sul futuro professionale e sulle sue travagliate storie d’amore, e con Lorelai e l’empatia che la contraddistingue, insieme alla spinta verso l’indipendenza e la voglia di non farsi scavalcare o intimidire.

È stata una serie che ha segnato non solo un’epoca, anche un nuovo stile di vita caratterizzato dal rapporto leale e ironico fra madre e figlia; promotore di critiche per i tradizionalisti, certo, ma al medesimo tempo modello di riferimento per tanti altri.

L’iconicità è data perciò dalla trama, dai personaggi e sicuramente dalla sceneggiatura che, va detto, è passata alla storia. Grazie a uno studio pubblicato sulla piattaforma Medium, è infatti emerso come le pagine del copione di una puntata di Una mamma per amica, corrispondano al doppio di quelle generalmente scritte per un’ora di episodio di una qualsiasi altra serie tv.

Ma gli elementi che ne hanno permesso la fama, non sono soltanto questi. Centrale è stata anche la scenografia e le sue relative location, sparse un po’ per tutto il Connecticut, ma in particolare la caratteristica cittadina che ha fatto da sfondo per lo sviluppo di vita dei personaggi.

Prima di generare false emozioni, no, Stars Hollow non esiste davvero, ma deriva da un’esperienza fatta dai creators Amy Sherman-Palladino e Daniel Palladino nel 1999, fra diversi paesini del Connecticut. Durante il loro viaggio infatti, secondo le informazioni riportate da Buzzfeed, sembrerebbe che Amy sia stata colta da un’ispirazione che ha generato la voglia di far provare le stesse sensazioni vissute da lei mentre “camminava in una cittadina magica”.

Il punto di partenza del loro racconto, prende le orme da Washington Depot, luogo da cui sono stati presi maggiori spunti per la ricostruzione della scenografia; dall’hotel in cui hanno soggiornato, il Mayflower Inn e Spa, suggerimento per l’Independence Inn, la prima locanda di Lorelai, fino all’organizzazione comunale tipica di molte cittadine del New England, che vede gli abitanti riunirsi in assemblee volte ai dibattitti sulle attività del paese, come appunto avviene durante la serie.

Altre idee rivisitate, sono nate grazie a città come Washington Green, Marbledale o New Melford, quest’ultimo sede di un gazebo all’interno della piazza principale, reso anch’esso simbolo della storia e scenario di innumerevoli dialoghi ed eventi toccanti (fosse solo per la scena finale dell’ultima puntata, in cui Rory ci devasta con una rivelazione scioccante).

A conferma del filo rosso che unisce la città immaginaria con quella d’ispirazione, Washington Depot è stata la sede del primo Gilmore Girls Fan Festival nell’ottobre 2016, che ha ospitato 1500 fan nonostante le basse temperature del periodo; tradizionale però, per rivivere a pieno l’atmosfera della serie. Il festival è stato colmo di workshop con il cast, incontri con i registi e i produttori in cui sono state rese note curiosità e retroscena e punti vendita di magliette riportanti le frasi celebri dello show.

Per quanto non sia quindi possibile visitare uno dei luoghi più riconoscibili del piccolo schermo, con il giusto itinerario possiamo ritrovare in questi paesini esistenti, alcune delle realtà da sogno autunnale, caldo e magico che abbiamo amato all’interno della serie.

Grazia Battista

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