L’impronta di David Bowie in Lucifer. Cosa hanno in comune Il Signore degli Inferi e Il Duca Bianco?

“Il rock è sempre stata la musica del diavolo” sosteneva David Bowie, la figura che più di tutti ha consacrato il genere rock come vera forma d’arte e che, con la sua personalità sfacciata e intrigante, ha inconsapevolmente ispirato proprio il personaggio di Lucifer.

Neil Gaiman, creatore di The Sandman della DC Comics, disegna all’interno del suo fumetto una versione di Lucifer che assume le sembianze del genio della musica, in particolare facendo riferimento al look utilizzato per la copertina del singolo “Memory of a Free Festival”, trasportato dal suo rispetto per l’artista e dalla sua concezione sul Signore degli Inferi, visto come un’anima non malvagia, tutt’al più ribelle e irriverente; la stessa che ritrovava in Bowie.

Lucifer nasce come personaggio secondario ma si aggiudica successivamente uno spin-off tutto suo, scritto da Mike Carey che lo raffigura con le stesse fattezze dell’originale; ed è proprio da questo diavolo che la serie Netflix prende il via, aprendo la strada ad un carismatico Tom Ellis e alle sue abilità canore che rendono omaggio alla maestria musicale determinata dall’influenza del Duca Bianco.

Seppur i creators della serie abbiano deciso di far allontanare l’aspetto dell’interprete dalla rockstar, ammettendo di non poter trovare un attore che assomigliasse così tanto all’artista quanto il personaggio del graphic novel, hanno voluto fortemente inserire la componente musicale donandole un’importanza essenziale anche attraverso le canzoni di David Bowie.

Il pilot della serie si apre infatti con la celebre “Fame” che fa da sfondo alle prime inquadrature del locale di proprietà del protagonista, pervaso da musica, piaceri proibiti e atteggiamenti disinibiti. Altre affermate canzoni di Bowie fanno capolino durante le scene del telefilm, come “Rebel Rebel” e “Heroes” che si aggiungono ad una colonna sonora costellata da note canzoni di ogni genere, volte a descrivere Lucifer e la sua vocazione verso la musica.

In effetti è stato anche Tom Ellis a dichiarare che “Lucifer fosse un grande fan di David Bowie ed un grande estimatore della musica” e che la sceneggiatura del pilot fosse pensata su misura per integrare parte della musica di Bowie con la consapevolezza di voler far proseguire la struttura dello show sul filo conduttore musicale.

Il personaggio della serie è quindi indissolubilmente legato all’artista, anche in modo velato attraverso la scelta di un attore britannico che agisce sul territorio di Los Angeles o mediante il suo carattere provocatore, dissidente ma allo stesso tempo veritiero e bramoso delle smanie più profonde. “Il diavolo è malizioso, giocoso, ma è anche onesto e abbraccia i suoi desideri. Lucifer è incentrato sull’esplorazione dell’umanità, non c’è finzione, non c’è niente di male in lui. A volte, la verità ti renderà davvero libero” spiega il produttore esecutivo Joe Henderson, aprendo altresì le porte al lato che Lucifer cela dietro la sua tenebrosa corazza.

Un’icona di stile, un sovvertitore che spingeva i propri sostenitori a sentirsi liberi, ad esprimersi e a far valere la propria realtà individuale, “l’eterno adolescente che vuole solo essere amato alla fine della giornata”, delineava il produttore esecutivo Ildy Modrovich.

Ma si riferiva a Lucifero o a David Bowie?

Grazia Battista

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