Tutte le donne di Walter Chiari: il “latin lover” della Dolce Vita

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Pochi giorni fa è stato il 30esimo anniversario della morte del grande Walter Chiari, un artista poliedrico che ha segnato la storia del cinema italiano degli anni ’50 e ’60. In particolare Walter è stato il divo per eccellenza della “Dolce Vita”, nonché quello che ha ispirato l’omonimo film di Federico Fellini, con le sue avventure amorose finite immancabilmente sui giornali scandalistici dell’epoca.

Fu un vero “latin lover”, anzi il vero “latin lover” della splendida Italia del Boom economico, della “Hollywood sul Tevere”, della scintillante Roma diventata capitale mondiale del jet-set internazionale. In questo humus culturale e sociale, crebbe l’interesse intorno al Walter Chiari della vita privata, quello che sapeva amare, che viveva la vita a “mille all’ora”, quello che sperperava immense ricchezze, ma anche quello che sapeva aprirsi a squarci di grande umanità. Walter, in breve, diventò il divo della “Dolce Vita”, vero, millantato, invidiato e ammirato, che attraverso i giornali finiva per trasmettere l’immagine del simpatico malandrino. Dobbiamo dirlo, Walter aveva accanto una figura femminile familiare, la mamma, che bocciava o promuoveva a mezzo stampa gli amori del figlio. Walter Chiari, cognome d’arte dall’anagrafico Annicchiarico, ha il suo momento di massima gloria gossippara, quando nel 1956 si trova a girare La capannina ad Hollywood accanto alla fascinosa attrice americana Ava Gardner, tra piante tropicali fatte arrivare appositamente dall’Africa e costumi succinti di Christian Dior. Il film non è una pietra miliare della cinematografia, ma tra il divo italiano e la diva americana, ormai matura, nasce l’amore. I due si fanno vedere insieme così spesso, che alla fine lui decide di affidare alla penna di Oriana Fallaci una lunga confessione intitolata “Non la sposerò e non mi sposerò” (dall’ “Europeo” del 26 ottobre 1956). La relazione, comunque, continua ancora (un anno dopo è la Gardner a smentire il matrimonio nel corso di un’intervista), e aiuta la carriera di Walter Chiari, che procede a gonfie vele sia nel cinema che in teatro.

PER APPROFONDIRE: la relazione tra Ava Gardner e Walter Chiari, può essere approfondita nel seguente saggio.

Un altro amore che appare certamente, tra i suoi più importanti, è quello con Lucia Bosè, con fidanzamento d’ordinanza e rottura alle soglie del matrimonio, così dolorosa che un giornale, esagerando, ipotizza che la bellissima attrice medita di farsi monaca (“Tempo”, 2 luglio 1954). Altri flirt importanti e chiacchierati, li ebbe con Elsa Martinelli, Anita Ekberg, Delia Scala, Mina e altre soubrette e attrici dell’epoca. Tutto ciò conferma Chiari nel ruolo di seduttore, fino al passo falso con Maria Gabriella di Savoia. I due, paparazzati a Parigi, sembrano mano nella mano. Lui, invece di procedere a galante smentita, accredita quello che sembra, e anzi legittima il sospetto di complicità con il giornale nella costruzione dello scoop, suscitando le irate reazioni di casa Savoia. Ma, in fin dei conti, l’equivoco di ambizioni sbagliate per un matrimonio da arrampicatore sociale appare un marginale incidente di percorso. I suoi flirt, amori, o presunti tali, continueranno non solo per tutti gli anni ’50, ma anche negli anni ’60, in cui diventa autentico mattatore e numero uno in televisione.

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La storia d’amore tra Lucia Bosè e Walter Chiari durò tre anni, dal 1951 al 1954, quando lei piantò Walter per fidanzarsi e successivamente sposarsi con il celebre torero Miguèl Dominguin. la Bosè e Chiari interpretarono un certo numero di pellicole insieme, nei primi anni ’50, tra cui Era le che lo voleva ed Era lui, si…si.

Soltanto la bellissima Alida Chelli, sarà in grado di fargli parlare di matrimonio e farlo convolare a giuste, ma tribolate nozze. Tribolate, perché altrimenti non staremmo parlando di Walter Chiari, vi pare? La storia del loro amore, ha un inizio ben preciso, ma per farlo dobbiamo spostarci a 10.000 km dall’Italia, dall’altra parte del mondo. Lì dove i canguri vivono beatamente. Già, proprio in Australia. E’ il 1966 quando Walter viene scelto come protagonista per il film Sono strana gente, uno dei film fondamentali per la storia della cinematografia australiana, tratto da un famoso romanzo di John O’Grady. Il regista Michael Powell volle che fosse Walter Chiari ad interpretare Nino Culotta, un giornalista italiano emigrato a Sydney che, pur conoscendo bene l’inglese, trova difficoltà di adattamento per il particolare slang australiano e le usanze del posto. Grazie alla grande esperienza teatrale e cinematografica ed all’ottima conoscenza della lingua inglese, Chiari fu protagonista di una riuscitissima prova interpretativa, riscuotendo un enorme successo di pubblico e critica. Durante le riprese del film, l’attore aveva conosciuto sul set l’attrice Alida Chelli ed aveva iniziato con lei una lunga e tempestosa storia d’amore fatta di litigi, riappacificazioni, separazioni e ricongiungimenti meticolosamente scanditi dalle copertine dei settimanali. Finalmente nel 1969, mentre Alida era impegnata nelle riprese dello sceneggiato televisivo Giocando a golf, una mattina, ricevette una telefonata da Sydney. All’altro capo del filo, c’era Walter, che nella città australiana stava girando l’ennesimo film, dal titolo Squeeze a flower. Lui le disse: “Sono vestito da frate davanti a una fontana, se accetti di sposarmi mi ci butto dentro!”. Walter ci si buttò. Considerate però, che era anche luglio inoltrato, da quelle parti, pieno inverno. Due giorni dopo, comunque, le nozze vennero celebrate in una chiesa di Sydney, ma il matrimonio si preannunciò immediatamente irto di problemi, dal momento che all’uscita dalla chiesa, giusto per fare un esempio, Walter venne “prelevato” a forza dagli emissari della produzione che lo portarono ad un evento promozionale a cui doveva partecipare e di cui, ovviamente, si era dimenticato. D’altronde, si sa, i ritardi e le buche erano una sua caratteristica. La povera sposa, in seguito a questo “sequestro” per scopi promozionali, fu costretta a dover tagliare da sola la torta nuziale. I due divorziarono nel 1972, dopo tre anni dalle nozze, però nel frattempo nacque il loro unico figlio, ovvero Simone, oggi apprezzato conduttore televisivo.

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Walter Chiari e Alida Chelli.

Anche negli anni ’70, decennio nel quale Walter entra nei 50 anni di età, non si placano le sue conquiste “illustri” e neanche l’attenzione dei quotidiani scandalistici. Sarà infatti, per parecchi anni, dal 1979 al 1987, il compagno di Patrizia Caselli, bellissima showgirl, all’epoca giovanissima. Basti pensare che tra i due c’erano almeno 36 anni di differenza. La stessa Caselli, nel corso di un’intervista televisiva ha raccontato la sua relazione con Walter, vantando anche un record curioso, ovvero di essere stata la più “longeva” tra le svariate donne che ha avuto l’attore pugliese:

“Sono stata la donna di Walter Chiari per otto anni. Avevo cominciato a lavorare con Nanni Loy. Walter mi vide, mi fece un’audizione, mi prese in compagnia. Fu una storia lunga, appassionata e turbolenta: avevamo un bisogno che andava oltre noi di cercarci e di stare insieme. Io ero molto più giovane di lui, basta pensare che quando ci lasciammo, dopo otto anni di fidanzamento, io avevo soltanto 27 anni”.

Patrizia Caselli e Walter Chiari.

Altra relazione, molto importante per Walter, fu quella con la seducente Anna Maria Rizzoli, bionda, formosa e talmente bella da essere capace di far girare la testa a tutto l’universo maschile. L’unica paragonabile, come fascino a Edwige Fenech o a Gloria Guida, con le quali si contendeva lo scettro di regina della “commedia sexy”. Fu compagna di Walter per ben 4 anni, dal 1975 al 1979. Con lui, recitò nel divertissement Ride bene…chi ride ultimo (1975). L’incontro con Walter fu certamente fondamentale per la sua ribalta nel mondo dello spettacolo, proprio perchè l’attore, nonostante i noti guai giudiziari che lo attanaglieranno nel corso degli anni ’70, dal quale verrà poi ampiamente prosciolto, godeva ancora di una certa importanza mediatica e professionale, che non era stata scalfitta da quella storiaccia. Insomma Walter Chiari, negli anni ’70, era ancora Walter Chiari, un artista ancora in grado di creare e di muovere un indotto di spettatori numericamente rilevante, tanto in teatro quanto nel cinema. Ad esempio, nel biennio 1974/75 Amore mio non farmi male e il suo seguito Son tornate a fiorire le rose saranno tra le pellicole che staccheranno più biglietti in sala; così come, nel 1979 lo spettacolo teatrale campione di incassi dell’annata sarà Hai mai provato con l’acqua calda? proprio creatura di un certo Walter Chiari. La stessa Anna Maria Rizzoli, nel corso di un’intervista televisiva, ha ribadito quanto quell’incontro fu decisivo per la sua carriera:

“Incontrando Walter, sono finita su tutti i giornali e in un attimo sono diventata famosa appunto per essere stata la donna di Walter Chiari. In verità, fu suo fratello Osvaldo, che volle fotografarmi per scritturarmi in una commedia di Walter. Lui vide la foto e si fece subito vivo, offrendomi la parte di protagonista femminile. Scappammo in Australia, nella sua casa di Sydney e ci restammo tre mesi. Poi tornammo a Milano e furono ancora 4 anni d’amore”.

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Anna Maria Rizzoli e Walter Chiari.

Molto più complesso fu invece il legame che unì Walter a Valeria Fabrizi. Probabilmente, in altri termini, possiamo dire che sia stata Valeria Fabrizi la vera “donna della sua vita”. Parliamo di un legame indissolubile, che andava al di là dell’amore, per stessa ammissione della Fabrizi stessa. La conoscenza tra i due è avvenuta in tenera età quando i due erano vicini di casa a Verona: “Mi innamorai di Walter con la purezza di cuore di una adolescente. Se avessi voluto avrei potuto sposarlo, ma fin da allora mi resi conto che non sarebbe stato un buon marito. Troppo fantasioso, instabile ed anche troppo corteggiato”. Walter Chiari è stato il suo primo amore ed è rimasto una presenza fondamentale nella vita di Valeria Fabrizi. “Negli anni sono stata per lui fidanzata, amica, confidente, sorella e, infine, anche madre per proteggerlo e aiutarlo”. Una volta finita la love story il loro rapporto è rimasto ben saldo anche se “Diverso dall’amore, ma molto più forte di una semplice amicizia, al di là e al di sopra di ogni schema”.

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Walter Chiari e Valeria Fabrizi in una foto del 1990.

Si può continuare, dicendo tanto altro e raccontando tanti altri aneddoti simpatici e sentimentali del frenetico Walter, mai fermo, sempre voglioso di fare e di sperimentarsi, di buttarsi a capofitto nella vita, di ottenere stratosferici trionfi, ma anche rovinose cadute. Certo, lo possiamo senz’altro fare, ma possiamo anche dire che, pur venendo descritto come un infallibile seduttore, che collezionava storie d’amore una dietro l’altra, in realtà erano quasi sempre le sue partner ad essere conquistate dalla sua prestanza fisica, dalla sua simpatia e dal suo carattere gioviale. Poi certo, Walter ci sapeva fare, e questo è indubbio e fuori da ogni discussione.

Bibliografia:

-Alcune parti del saggio sono tratte dall’articolo online di Daniele Palmesi e Federico Clemente, dal titolo CHIARI WALTER.

Domenico Palattella

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