Il cinema di Mariano Laurenti

Mariano Laurenti - Wikipedia

Ricordate Il vostro super agente Flit? simpatica e surreale parodia dei film di James Bond, con Raimondo Vianello nei panni di un agente segreto imbranato, talmente sgangherata da risultare oltremodo vincente ed efficace. Da quì ha inizio la carriera spumeggiante da regista, di Mariano Laurenti. Il quale però, cresciuto alla scuola di maestri come Mauro Bolognini, Mario Mattoli, Camillo Mastrocinque, Dino Risi e Steno, si era letteralmente fatto le ossa e aveva imparato tutti i trucchi del mestiere e dell’arte di fare commedia.

Già, proprio quella commedia popolare, che lo renderà uno dei più capaci nel caratterizzare un’epoca e una serie di filoni, tutti riconducibili alla commedia all’italiana. Da loro, Mariano Laurenti ha appreso le principali conoscenze attraverso cui farsi strada da solo e diventare un vero e proprio simbolo del cinema italiano, dalla metà degli anni ’60 fino a tutti gli anni ’80.

Laurenti, morto ad inizio 2022, alla veneranda età di quasi 93 anni, dopo il film di esordio, che è datato 1966, dirige alcuni tardi musicarelli della fine degli anni ’60, come I ragazzi di Bandiera Gialla e Zingara, nei quali perfeziona il suo stile dietro la macchina da presa. I primi grandi successi non tarderanno ad arrivare e si manifesteranno nel primo biennio del decennio successivo, quando apre un vero e proprio sodalizio artistico con la coppia più prolifica e più importante del cinema italiano. Parliamo di Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, i quali pur avendo alle spalle già almeno 100 film e collaborazioni con i più disparati registi, si trovarono fin da subito a proprio agio, con lo spiritosissimo Mariano Laurenti. Con loro, il regista gira ben 6 pellicole: I due maghi del pallone (1970), Satiricosissimo (1970), I due assi del guantone (1971), Ma che musica maestro! (1971), Mazzabubù…ma quante corna stanno quaggiù (1971) e Continuavano a chiamarli i due piloti più matti del mondo (1972), più qualche altro film con il solo Franco Franchi.

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Nel corso di alcune interviste rilasciate negli ultimi anni, è stato lo stesso regista a ricordare piacevolmente quella felice stagione dei film con la coppia d’oro del cinema italiano:

“L’esperienza con Franco e Ciccio la ricordo sempre con enorme piacere, perché loro due erano veramente deliziosi. Mi sono trovato benissimo a lavorare con loro e devo dire, con falsa modestia, che i miei film con Franco e Ciccio erano diversi dagli altri, erano un pochino meglio”

Quella stagione che aveva rilanciato le quotazioni della celebre coppia, fa risaltare subito alla mente, una caratteristica della prolifica vervè inventiva del regista, che si dimostra fin da subito, rapido, efficace e precursore dei tempi. Già perché lui inaugura la commedia boccaccesca, quella che farà l’occhiolino senza ancora esserlo, alla commedia sexy, con due gioiellini come Quel gran pezzo dell’Ubalda, tutta nuda e tutta calda e La bella Antonia, prima Monica e poi dimonia, entrambi del 1972. Queste pellicole hanno il merito di lanciare nel firmamento della commedia popolare all’italiana, la figura di Edwige Fenech, destinata a stravolgere i canoni di bellezza e a fare la storia del genere, proprio in questo decennio. Da qui ha avvio quello straordinario capitolo della carriera artistica di Mariano Laurenti, che si può identificare con la nascita e il successivo enorme successo della commedia sexy. Sono sue infatti, le due pellicole più rappresentative del genere, Il vizio di famiglia, il quale segna il primo felice incontro di un’accoppiata destinata a fare la storia del genere, quella composta da Renzo Montagnani ed Edwige Fenech; e L’infermiera di notte, con Gloria Guida, Lino Banfi e Mario Carotenuto. Tali pellicole delineano tutti i tratti comuni del genere, che tutti i numerosi derivati utilizzeranno, fino allo sfinimento: il canovaccio narrativo segue un percorso dove le donne sono belle, disinibite e pronte a far sfoggio delle proprie grazie non lesinando parsimonia; mentre gli attori brillanti di turno, fra frizzi e lazzi donano brio comico alla pellicola. Altro elemento abbastanza comune è l’anziano benestante non in perfetta salute, del quale parenti vicini e lontani si ricordano solo per essere menzionati nel testamento.

È morto Mariano Laurenti, regista re della commedia sexy
Con Il vizio di famiglia, Mariano Laurenti ha il merito di lanciare la coppia formata da Edwige Fenech e Renzo Montagnani.

Rimangono dunque, due lavori socialmente importanti, perché destinati ad aprire una strada, ovvero quella della contaminazione tra l’elemento soft-hot e la commedia brillante. Lo stesso Montagnani, attore top del genere, ben più talentuoso e importante del genere stesso, non ha mai rinnegato tali film. Anzi, ebbe modo, nel corso di una intervista televisiva, di apprezzare tale genere e di apprezzare soprattutto la collaborazione con Laurenti: 

“Scoprire di poter far soldi facendo ridere la gente, è stata una sorpresa anche per me! E non rinnego niente: del mio lavoro mi piace proprio il mio lavoro. Un giorno chiesi al mio agente il rendiconto di sette film del genere che avevo interpretato e mi sentii rispondere che avevo 35 milioni banca. Perché non avrei dovuto continuare su quella strada? E poi mi trovavo bene con i registi che mandavano avanti tale genere. In particolare mi trovavo bene con Mariano Laurenti. Cara persona. Ogni tanto ci risentiamo e candidamente ricordiamo i bei tempi sul set: le risate, le mangiate, le bevute che ci facevamo. Bei ricordi di un tempo lontano”.

Più di 50 pellicole da regista, delle quali almeno 45 realizzate dal 1966 dell’esordio e il 1990 del dimenticabile Pierino torna a scuola, che conclude il suo rapporto frenetico con il cinema e rappresenta il termine della prolifica produzione laurentiana. Tanti film cult, come L’onorevole con l’amante sotto il letto (1981), La liceale nella classe dei ripetenti (1978) o La ripetente fa l’occhietto al preside (1980)…e tanti altri film simili, ma che hanno avuto la forza di scoprire e lanciare attrici e showgirl come Nadia Cassini, Gloria Guida e Anna Maria Rizzoli, in un contesto sempre ironico e intelligente, volutamente “leggero”, come risposta al bigotto moralismo imposto da anni di censura democristiana. Laurenti sa cogliere i tratti classici dell’italiano medio, l’infedeltà, la guasconeria, il gallismo, prendendo in prestito situazioni abbozzate nei primi anni ’60, dal grande Mario Carotenuto, che in pellicole come Mariti in pericolo o I piaceri dello scapolo, sembra proprio il padre di tutti i personaggi che ambienteranno le pellicole della commedia sexy, dalla metà degli anni ’70 in poi.

Dicevamo sopra, che Laurenti, è stato inventore di generi e scopritore di talenti comici. Ad esempio, è grazie a lui, che dopo un periodo di stanca, si rilancia la seconda commedia sexy, quella degli anni ’80, grazie alla felice idea di unire le gesta di due comici popolari, ma molto veraci, come il napoletano Enzo Cannavale e il romano Bombolo. Nasce così una coppia destinata a sbancare il botteghino con film divertenti e simpatici come La settimana bianca (1980), Una vacanza del cactus(1981) e La sai l’ultima sui matti? (1982). E non solo, Laurenti ha anche il merito di rilanciare il genere del musicarello, in epoca in cui tale genere è morto e sepolto. A metà degli anni ’80 lancia infatti, Nino D’Angelo in una serie di pellicole, ovviamente stroncate dalla critica, ma che ancora oggi rimangono come cult immortali di un tipo di cinema che non si fa più, diventati con la memoria e con il tempo che fugge “operazione nostalgia”. Parliamo di Un jeans e una maglietta (1983), La discoteca (1983), Popcorn e patatine (1985) e Fotoromanzo (1986).

Insomma, il segreto di tanta longevità artistica, che ha contraddistinto la carriera di Mariano Laurenti, sta nel genio di aver sempre compreso i gusti del pubblico, stanco di un certo moralismo bigotto, estetico e di facciata del cinema impegnato; scegliendo la strada rivoluzionaria di un cinema brillante, ricco di personaggi che vivono esattamente le pulsioni della gente comune. Non è questa, secondo voi, una commedia all’italiana a tutti gli effetti, scevra di quei filtri “impegnati”, che rendevano molte pellicole edulcorate e snaturate? Il segreto del successo e della freschezza delle sue pellicole sta proprio in questo, perché il pubblico vi si riconobbe e ne decretò il trionfo.

Alla faccia di tanti critici snob.

Di ieri e di oggi.

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Domenico Palattella

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