Le “spalle” di Totò: Mario Castellani

Totò e... Mario Castellani - tototruffa2002.it

Volge al termine la mia rubrica di approfondimento sulle “spalle di lusso” del grande De Curtis. Come si conclude? Di sicuro i più avveduti avranno già indovinato. Dulcis in fundo non poteva che esserci lui, l’impareggiabile Mario Castellani, definito a giusta ragione dalla critica “spalla perfetta di Totò”.

Grazie allo spirito elegante e garbato ma anche alla pronta reattività Castellani riusciva nell’ardua impresa di sostenere, come nessun altro, gli esplosivi duetti col principe. Figlio d’arte, dopo essersi diplomato presso un istituto tecnico, si dedicò alla recitazione facendosi scritturare presso alcune compagnia teatrali romane. In una di queste, nel giro di un paio d’anni, si conquistò il titolo di “brillante” (l’attore più bravo dopo il protagonista). Passato al teatro di rivista, nel 1927 a Milano conobbe Totò, chiamato dall’impresario Achille Maresca per sostituire il comico Erminio Macario. Quando il principe debuttò a Padova in Madama Follia, Castellani era al suo fianco insieme a Isa Bluette. Diventò ufficialmente la spalla del De Curtis dagli inizi degli anni Quaranta ottenendo un enorme successo in Quando meno te lo aspetti (1941), film in cui recitò anche la grande Anna Magnani, e in Volumineide (1942), entrambi di Michele Galdieri. Terminata la guerra continuò ad affiancare Totò in teatro.

Negli anni seguenti partecipò a tanti film di successo, interpretando svariati ruoli sempre complementari al De Curtis. In Fifa ed Arena è il femminicida che scambia Totò per un serial-killer, in Totò cerca moglie è il coinquilino che si presta alla disperata ricerca di aspiranti mogli, ne L’imperatore di Capri è un buffo attore da quattro soldi, in Guardie e ladri è il tassista che scarrozza Totò in giro per mezza Roma senza essere pagato. Ancora, in Totò a colori è l’onorevole Cosimo Trombetta che insieme al principe ripropone la spassosissima scena del vagone letto, già rappresentata quando i due militavano nel teatro di rivista, in Totò, Peppino e la malafemmina interpreta meravigliosamente il contadino confinante “civilizzato” al quale gli scapestrati fratelli Caponi (Totò e Peppino De Filippo) abbattono un muro con il trattore, nel film La cambiale è il poco professionale avvocato Incarta.

Durante la stagione teatrale 1956-57 Castellani venne scritturato da Peppino De Filippo nella sua compagnia e contribuì non poco al successo che il fratello di Eduardo e Titina ottenne nelle diverse piazze italiane. Dal 1957 in poi, negli anni in cui Totò perse quasi definitivamente la vista, Castellani ne divenne il collaboratore ufficiale. Partecipò infatti insieme al De Curtis alla stesura dei nuovi copioni, cioè quelli modificati rispetto agli originali. In Totò contro i quattro del 1963 fu anche direttore dei dialoghi.

Dopo la morte del principe, con il quale aveva intrecciato un’intensa amicizia, Castellani visse un ridimensionamento della propria carriera cinematografica, fino a quel momento assai prolifica. Nei primi anni Settanta il Nostro venne nuovamente scritturato da Peppino nel nuovo ciclo di commedie con cui l’artista napoletano tornò a interpretare le farse del primo repertorio, quelle scritte durante gli anni del Teatro Umoristico I De Filippo.

A conclusione di questa mini-rubrica una toccante dichiarazione rilasciata dal Castellani a Vincenzo Mollica, riportata nel volume Totò, parole e musica (Lato Side editori), che più di ogni altra evidenzia il legame amicale, oltre che professionale, esistente fra i due: “Totò era convinto che della sua arte non sarebbe rimasto niente, perché è questo il destino degli attori, e ritenne inutile affaticarsi per smentire il suo fondamentale pessimismo. Del resto, lo interessava solo il teatro vero, quello che lui inventava sera per sera davanti al suo pubblico: nel cinema e nella televisione vedeva unicamente delle macchine per fare soldi, per pagarsi i suoi vizi e la sua dorata tristezza di principe venuto al mondo in un secolo sbagliato”.

UN RICORDO DI MARIO CASTELLANI

Ciro Borrelli

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