Le coppie storiche del cinema italiano: Walter Chiari e Carlo Campanini

Walter Chiari con Carlo Campanini | Attori, Cinema

Nei primi anni ’50 si compose una delle coppie storiche più amate di un’epoca nella quale, finalmente, si ritornava a ridere spensieratamente. Un rapporto umano, sfociato in una collaborazione duratura fu quello che unì l’eclettico Walter Chiari, al duttile Carlo Campanini.

L’attore di origine pugliese, spumeggiante mattatore della scena, era ben 18 anni più giovane di Campanini; ciononostante, il loro è stato un sodalizio artistico davvero riuscito. L’incontro avviene sul set de I cadetti di Guascogna (1950), da quel momento tra i due si sviluppa un felice sodalizio, che proseguirà anche in teatro e in televisione, in cui Campanini diviene la spalla di Chiari: l’imitazione dei fratelli De Rege (il cui famoso Vieni avanti, cretino! è rimasto ancor oggi nella memoria collettiva), e poi lo sketch del Sarchiapone, del quale ne parleremo a seguire. Ma soprattutto fu solidissimo il loro rapporto personale, per un duo che presto fu destinato a diventare storico. Campanini, classe 1908 è un signore della scena, con una grandissima esperienza, anche internazionale: prosa, cinema, rivista. Umanamente Campanini era una persona molto composta: riflessivo, preciso, religiosissimo. Sulla scena è dotato di una comicità spontanea ma costruita con metodo: ama studiare a fondo le persone con cui recita, per poter improvvisare battute fuori copione. Chiari trova in lui una spalla naturale, in grado di bilanciare, perfettamente la sua aerea esuberanza. Quello tra Walter e Carlo sarà un vero matrimonio artistico che porterà i frutti di un successo travolgente. Un sodalizio reso solido e duraturo anche dall’amicizia, elemento importantissimo tra due partner come loro. Il teatro di varietà e il cinema comportano infatti una convivenza quasi totale, sera dopo sera, condividendo alberghi, ristoranti, set e palcoscenici. Molto legati nella vita privata, nonostante la proverbiale sbadataggine del buon Walter, non mancavano infatti mai tra loro, gli auguri ai rispettivi compleanni, o nelle ricorrenze religiose più importanti.

Noi cresciuti negli anni 50 e 60 - 1958 I DE REGE Carlo Campanini e Walter  Chiari nella loro classica scenetta. | Facebook

L’affiatamento umano non era fondamentale solo per la felicità interpretativa sul palcoscenico o sul set, ma anche nella vita privata: il sentimento che li legava è evidente nelle fotografie scattate molti anni dopo al funerale di Campanini, nel 1984. Qui possiamo vedere un Walter Chiari devastato dal dolore che a stento si regge in piedi e, per una volta, è del tutto fuori dal suo personaggio: “Perso lui, sapevo che non avrei mai più trovato un attore e un partner così”; era un attore che mi completava”.

Dopo il già citato incontro del 1950, sul set de I cadetti di Guascogna, i due attori fanno subito coppia insieme, allestendo la rivista Gildo, scritta per loro da Marcello Marchesi, Mario Amendola e Ruggero Maccari. Si disse dello spettacolo, “Copione fantasioso e intelligente”, nei quali Walter e Carlo hanno modo di mettere a punto quelle che saranno le loro storiche scenette, che tanto hanno fatto ridere l’Italia di quegli anni. Nasce e si consolida quindi, un affiatamento professionale che troverà il suo apice nel leggendario sketch del Sarchiapone, loro cavallo di battaglia, da far vedere e rivedere nelle scuole di recitazione ed improvvisazione. Nato come breve intermezzo comico tra un numero di avanspettacolo e l’altro, il Sarchiapone si dilatava di volta in volta assumendo ad ogni esecuzione, una durata sempre diversa, arrivando anche a toccare e superare l’ora. Lo sketch divenne subito il biglietto da visita della coppia, destinata a sopravvivere allo scorrere degli anni, grazie ad una certa premonitrice attualità. Già, perchè poi il Sarchiapone non è altro che una fine metafora sull’Italia dei tuttologi, oggi più che mai attuale e validissima. Ma cos’è nello specifico questo sketch? Il tutto è ambientato nella cabina di un treno, dove Campanini, nei panni di un passeggero, porta con sè una strana gabbia coperta da un misterioso telo, che dovrebbe celare un pericolosissimo animale da nome Sarchiapone. Ne nasce un buffo conciliabolo con gli altri tre occupanti, e maggiormente con uno dei tre, impersonato da Walter Chiari, che per non fare brutta figura, si mostra profondo conoscitore dell’animale, aprendosi a numerose e buffe gaffe. Alla fine si scopre che il Sarchiapone è solo un’invenzione del suo possessore, per far scappare gli altri passeggeri dal vagone e poter riposare tranquillo. La scenetta, nel tempo dilatata a dismisura, fece capolino per la prima volta nella rivista del 1956 Oh quante belle figlie Madama Dorè; ma è nella successiva versione, grazie alla registrazione televisiva, che lo sketch sopravvive fino ai giorni nostri. Nel 1958 infatti, nel corso della trasmissione televisiva La via del successo, condotta da Walter, con l’apporto di Carlo Campanini e Mike Bongiorno, i due mettono a punto il loro sketch, donandoci il loro grande capolavoro.

Splendente fu anche il loro comune lavoro cinematografico. Poco meno di 10 pellicole, tra le quali spiccano O.K. Nerone (1951) e Noi due soli (1952). Specialmente la prima pellicola fu, in maniera quasi sorprendente, il secondo incasso della stagione, portando in sala oltre quattro milioni di persone, dietro solo a Renato Rascel con Io sono il Capataz. Un geniale film in costume, diretto da Mario Soldati, ambientato nell’antica Roma, all’epoca dell’Imperatore Nerone, impersonato con grande ironia da Gino Cervi. Protagonisti della surreale vicenda il duo comico Chiari-Campanini che gioca su elementi “americani” in chiave anacronistica facendo un po’ il verso ad altre celebri accoppiate come Laurel e Hardy o Lewis e Martin, con risultati di indubbia efficacia comica. L’effetto comico poi si amplifica nel vedere i due imbattersi in tutti i classici stereotipi storici della Roma antica: la taverna dei gladiatori, la caccia ai cristiani, lo spettacolo nell’arena del Colosseo, il mercato degli schiavi, le cene orgiastiche dell’Imperatore.

O.K. NERONE - locandina in alta risoluzione | iVID.it - il portale dei  trailer

Geniale anche Noi due soli, una bizzarra e surreale commedia su cui si innesta una originale trama di fantascienza. È la storia di Walter e Carlo, amici per la pelle, che condividono tutto, perfino il letto in una affollata pensioncina. Walter, che è innamorato della bella Gina (Hélène Remy), vorrebbe sposarla, ma non ha i soldi per poter acquistare una casa e nella città non c’è un attimo di intimità. Le preoccupazioni diventano ben presto ossessioni e noi, pubblico, diventiamo partecipi del suo sogno. Walter comincia infatti, ad immaginare che tutta l’umanità sparisca, lasciando soli al mondo, in una Roma deserta, lui, lei e l’amico. Ma la libertà e l’idillio si trasformano presto in incubo. L’ironia sull’ansia prematrimoniale e sul “logorio della vita moderna” fanno da motore dell’azione per la comicità surreale e stralunata del duo. E in più amplificano la malizia della trama, ricca di spunti di costume: i due si permettono battute su De Gasperi, sui nostalgici (nella Roma spopolata, a proposito suggestiva la città deserta, Campanini va a dormire a Palazzo Venezia) e sui borghesi che non vogliono avere un genero operaio. Tra gli altri film insieme, possiamo citare Era lei che lo voleva! (1953), scoppiettante commedia sentimentale, nella quale Campanini fa da pigmalione alla celebre coppia composta da Walter Chiari e Lucia Bosè, allora uniti anche nella vita; e Obiettivo ragazze (1963), commedia brillante di ambientazione militare e umoristica goliardia. Quì Chiari è un furbacchione milanese di animo meridionale, che fa di tutto per non fare il militare e riesce solo a farsi fregare dei soldi; mentre il fido Campanini è un inflessibile maresciallo padre di una bella ragazza della quale si innamora proprio Walter.

Film | CRISTALDIFILM | Noi due soli

Domenico Palattella

BIBLIO-SITOGRAFIA:

Walter Chiari, un animale da palcoscenico, di Michele Sancisi

1958. E’ l’anno del Sarchiapone, di Enzo Mauri.

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