C’era una volta…Sylva Koscina, la donna più conturbante del cinema italiano

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Sylva Koscina, la diva più affascinante del cinema italiano. Il suo seno, venne definito in America, il più bello della storia del cinema.

Nel periodo di massimo splendore del cinema italiano, a cavallo tra gli anni ’50 e ’60, le donne del cinema italiano, acquistano sonora rilevanza a livello nazionale e internazionale diventando a tutti gli effetti “Dive”. E’ proprio in questi anni che inizia la stagione del Divismo italiano, con la donna diva del cinema, che gioca ad essere diva, grazie anche all’ausilio dei giornali scandalistici. E se parliamo di Dive, non possiamo esimerci dal parlare di Sylva Koscina e dei suoi proverbiali atteggiamenti divistici che l’hanno eletta l’attrice forse più conturbante del cinema italiano. Diva delle dive italiane, posò nel 1967 per “Playboy”, in cui mostrava quel seno così bello, che venne definito il “seno più bello del mondo”. Per lei persero la testa Paul Newman, Jean Paul Belmondo, Alberto Sordi, Nino Manfredi, Ugo Tognazzi, Bob Kennedy e il maresciallo Tito. Ma in realtà tutto il genere maschile si innamorò di lei. E le donne la ammiravano. La sua megalomania (aveva acquistato sui Castelli Romani una tenuta hollywoodiana) e il vezzo di parlare di sé in terza persona, facevano parte del suo personaggio. Italiana della Dalmazia, prosperosa e fotogenica venne considerata da alcuni giornalisti la risposta italiana a Marilyn Monroe, proprio per i suoi modi da “vamp”. Tuttavia piaceva anche alle donne, la sua schiettezza e l’assoluta mancanza di volgarità la rendevano simpatica e divertente. Il suo divismo eccezionale, sui generis, la portava a presentarsi ogni settembre alla Mostra del Cinema di Venezia senza nessun film in concorso, ma solo come una seria , parole sue, “ambasciatrice sorridente”.

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Sylva Koscina sul set di “Intrigo a Taormina”(1961) al fianco di Ugo Tognazzi.

E’ appartenuta alla generazione delle Mangano, delle Loren, delle Lollobrigide e delle Cardinale, ma a differenza loro non si staccò mai dalla sua avvenenza, dal suo corpo, dal suo seno. Già proprio quel seno che nel 1967, fece impazzire l’America. Un dato? Mai nessun numero di “Playboy” ha venduto così tanto, come quello in cui in copertina venne immortalata la Sylva a seno nudo, con altri inserti a luci rosse all’interno. Il suo nudo trionfale, fu il primo “nudo” italiano su “Playboy”, e parlano di più dei suoi innumerevoli film, con i maestri della commedia all’italiana: Dino Risi, Pietro Germi, Luigi Zampa, solo per citarne alcuni. Il simbolo del suo divismo è quella villa di Marino, sui Castelli Romani, che si era fatta costruire su misura per le sue esigenze: piscine, autisti, e trecentocinquanta animali, nella quale si muoveva con la felicità piena della diva-castellana, che aveva conquistato il diritto alla favola. Ha avuto il coraggio di schierarsi sempre, pubblicamente, dalla parte dell’ amore, e persino della famiglia: lei che, ogni volta, dai suoi amori era stata delusa o tradita. Così come ha avuto anche, e sempre, il difficile coraggio dell’ ottimismo: nella vita, nel lavoro, nei sentimenti, e anche nella malattia. Ma soprattutto, in tempi in cui o si è alla moda o si è perduti, lei, Sylva Koscina, forse anche per una sua testarda e, per questo, bellissima, ingenuità, ha avuto il coraggio più difficile: quello di non essere alla moda. Fedele sempre, come lei è stata, con quel suo corpo esagerato, a una qualche modestia, se non altro a parole, da ‘ signora per bene’ di inizio secolo, mai disposta a rinunciare alle sue pettinature in ordine, ai buoni sentimenti, convinta ingenuamente che il lusso sia più elegante della finta povertà, e che ‘ il peccato’ , iscritto naturalmente in quel suo corpo grande che ne aveva fatto una donna anzitempo, anche quando era solo una ragazza, dovesse essere continuamente negato e cancellato da un ‘ bel parlare’ d’ amore e persino di bambini, per di più con la ‘ r’ moscia da vera signora, e con l’ accento un po’ esotico di chi può vantare dalla sua, antico anche quello, il famoso fascino slavo. Quel seno perfetto, già proprio quel seno perfetto che era stato il suo cavallo di battaglia, la tradì a 60 anni, nel 1994, dove nonostante le cure del professor Umberto Veronesi, morì per quel “male” femminile del XX secolo, terribile e letale. In Italia, mai nessuno raggiunse il suo livello di divismo, che andava oltre, ben oltre i 90 film interpretati: La nonna Sabella, Ladro lui, ladra lei, Le pillole di Ercole, Intrigo a Taormina e potremmo ancora continuare… Insomma in tutte le pellicole era però semplicemente Sylva Koscina, la più desiderata dagli italiani.

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Sylva Koscina in bikini sulle spiagge di Alassio, in Liguria, in una foto del 1960.

Domenico Palattella

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