Alberto Sordi e le donne

Cento anni fa nasceva Alberto Sordi. La Roma lo ricorda sugli ...

Nel centenario della nascita del più grande attore della commedia all’italiana, che cade precisamente oggi, 15 giugno 2020, tantissimi sono gli omaggi, giustamente tributati ad Alberto Sordi, in giro per lo “Stivale” e sul Web. Andando controcorrente, ho deciso di omaggiarlo, descrivendo Sordi, dal punto di vista più “misterioso”, quello del suo rapporto con le donne.

Fra tanti latin lovers, veri o millantati, del suo periodo d’oro, ovvero gli anni ’50 e ’60, tra cui spiccano senz’altro le figure di Rossano Brazzi, Marcello Mastroianni e Walter Chiari, forse il seduttore più impenitente e misterioso è stato proprio lui. Sull’argomento, infatti, si rivela spudoratamente bugiardo. “Cercherà in Giappone la compagnuccia della vita”, annuncia un articolo di “Gente” del 13 gennaio 1959, spiegando: “Alberto Sordi ha iniziato “l’operazione moglie”: cerca una ragazza semplice e seria che ami la casa e la famiglia e per trovarla compirà un viaggio in Estremo Oriente”. L’attacco dell’articolo di Giorgio Venturi cade nell’inganno: “Con Amedeo Nazzari, Sordi è senza dubbio lo scapolo più celebre del cinema italiano. A differenza di Nazzari, impenitente. Sordi ammette invece: per un tipo tradizionale come me, una moglie ci vuole”. In realtà, Alberto Sordi non ha la minima intenzione di sposarsi. Preferisce divertirsi, tra lavoro, buona cucina, amicizie e donne. Anche perchè, a dire il vero, due figure femminili che costituiscono la sua famiglia, anomala, le ha già: sono le sorelle Aurelia e Savina, più i suoi due cani Kansas e City. L’organizzato gineceo manda avanti la casa permettendogli di dedicarsi con tutta tranquillità al suo intenso lavoro, e di abbandonarsi a cuor leggero, ma con discrezione, alle sue avventure. L’ampio giardino della sua villa, poi è il luogo ideale per riprendersi, dalle fatiche, sia pur piacevoli, del suo lavoro. E così sarà per oltre 40 anni, fino alla sua morte avvenuta nel 2003.

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Articolo di “Gente” del 13 gennaio 1959.

Certo, non si è mai sposato, e fu piuttosto un grande seduttore che lavorava nell’ombra, riuscendo ad eludere anche i paparazzi più esperti, focalizzati su altri divi e altre dive della Dolce Vita.

“E che so matto? Me metto un’estranea dentro casa?!”

Alberto Sordi rispondeva così all’eterna domanda ormai diventata proverbiale, mettendo così a tacere i rumors sulla sua vita privata, che egli prediligeva custodire gelosamente. Sordi, scapolo impenitente, ebbe però una sola grandissima storia d’amore ufficiale, in mezzo a tanti piccoli flirt, ovvero quella con la diva Andreina Pagnani. Quando si incontrarono e si innamorarono, lei era già un attrice teatrale affermata, lui un aspirante attor giovane, che raccoglieva qualche piccolo ruolo nel cinematografo. Era il 1942, Sordi aveva soltanto 22 anni e la Pagnani 36 anni. La differenza di età non fu un ostacolo alla loro storia, nata in uno studio di doppiaggio, all’epoca in cui Sordi era il doppiatore ufficiale di Oliver Hardy, ma ancora stentava a trovare ruoli sul grande schermo. Donna libera, moderna e molto indipendente, Andreina Pagnani, bisogna dirlo, fu l’unica quindi a mettere bonariamente il “guinzaglio” al giovane Albertone, anche se molti anni dopo lo stesso Sordi, in un’intervista rilasciata ad Enzo Biagi ricorderà che “Andreina non ha fatto mai cenno al matrimonio, si figuri se io le proponevo di sposarla. Sono stato sempre sincero con le donne. Nei rapporti tra uomo e donna ho precorso i tempi”. La loro storia durò quasi nove anni, proprio qualche mese prima che la carriera di Sordi riesca a prendere il volo grazie al giovane amico e coetaneo Federico Fellini e al suo Lo sceicco bianco. Poi vennero le proposte di Steno per una partecipazione ad Un giorno in Pretura e per il ruolo di protagonista in Un americano a Roma, che consegnarono al cinema italiano un attore destinato a rimanere nel patrimonio culturale del nostro Paese.

alberto sordi
Andreina Pagnani e Alberto Sordi in una foto del 1950.

Un’altra delle passioni amorose di Sordi, fu quella per Soraya, la principessa triste, ripudiata dallo Scià di Persia, perché non era riuscita a dargli degli eredi. La principessa dagli occhi di cristallo, allora sbarcò in Europa, con l’antico sogno di fare del Cinema. Fu così che sbarcò a Roma per recitare nel film a episodi I tre volti del 1965. Mattatore della pellicola era Alberto Sordi che, pare, s’innamorò subito della “principessa dagli occhi tristi”. Non sappiamo con certezza se l’amore fu platonico o meno ma certo è che Sordi rimase estasiato da cotanta bellezza. Carlo Verdone disse a tal proposito: “In casa di Alberto Sordi l’unica foto di donna era quella di Soraya”.

Soraya, la principessa triste
Soraya e Alberto Sordi, a Roma, nel 1965.

Un altro degli amori segreti di Albertone, fu quello per Silvana Mangano, a detta di colleghi e amici vicini all’attore romano, il vero grande amore della sua vita, certamente mai concretizzato. Sordi fu talmente accecato dal fascino dell’attrice dal Riso amaro, che confidò in tono confidenziale alla stampa di non aver mai più conosciuto nessuna donna in grado di fargli dimenticare Silvana. Quella con la Mangano, fu certamente una passione non corrisposta ma alimentata da tanti film interpretati insieme. I due si conoscono sul set di La grande guerra di Mario Monicelli nel 1960 e per Albertone il fascino glaciale e misterioso dell’attrice è letale. Silvana però – oltre che sposata con Dino De Laurentiis – era una donna tormentata, piena di insicurezze, angosce e insoddisfazioni che cozzavano con la solare giovialità dell’attore romano. I due torneranno a recitare in coppia in La mia signora nel 1964, in Scusi lei è favorevole o contrario del 1966 e in Lo scopone scientifico (1972) di Luigi Comencini.

Silvana Mangano | I PRIGIONIERI DELLO SCHERMO

Storie minori, ma concretizzate, furono invece quelle conla contessa Patrizia De Blanck – protagonista del jet-set già nei primi anni 60 – che  ha raccontato di avere un flirt durato pochi mesi proprio con Albertone. Correva l’anno 1970 e Patrizia ricorda di essere stata letteralmente travolta dall’impeto dell’attore romano. Responsabile, a suo dire, di averla baciata di sorpresa e con passione irruenta nei corridoi di un hotel. La liaison dura qualche mese e i due si inseguono fra Montecarlo, Roma e Londra, ma la passione si spegne presto. Perché, secondo la De Blanck, il vero grande amore dell’attore era il suo lavoro ma anche a causa di una terza incomoda. Ovvero la grande attrice Shirley MacLaine, con la quale Sordi, intrapresa un altra breve, ma focosa relazione.

Amore inteso come affetto sincero, lo ebbe con altre interpreti come Franca Valeri e Monica Vitti, con le quali, anche cinematograficamente, ha dato vita ad alcuni gustosissimi film in coppia. Soprattutto, in riferimento al rapporto con Monica Vitti, una testimonianza televisiva ci restituisce il senso dell’ amicizia fraterna che univa Albertone alla Vitti. Tutto ciò è documentato nel corso della puntata speciale del “Maurizio Costanzo show” del 17 febbraio 1999. In quell’occasione erano ospiti sul palco Alberto Sordi, Monica Vitti e Vittorio Gassman. I tre “tenori”, ribattezzati così durante la puntata, della commedia all’italiana, diedero vita a numerosi ricordi, commossi di un’epoca intramontabile ormai passata. Alla domanda di Maurizio Costanzo: “Quando facevate insieme quei film tipo ‘Amore mio, aiutami!’, quel vostro rapporto di coppia, quanto assomigliava a come tu eri nella realtà?”. Sordi rispose: “Io a Monica le voglio bene, come non si vuole bene alle mogli e alle fidanzate. Io ti voglio molto bene. La nostra è un’amicizia basata sulla stima professionale e su un amore sincero” Al che la Vitti, visibilmente commossa non seppe che dire, ma ricambiò con gli occhi e con le lacrime, quel gioioso e sincero attestato di stima di Albertone.

Alberto Sordi e Monica Vitti – Te La Do Io Firenze !
Monica Vitti e Alberto Sordi, in una foto del 1969, anno di Amore mio, aiutami!, il loro primo film insieme.

Insomma Sordi ha tanto vissuto, sbugiardando chi credeva addirittura, che dietro quella riservatezza si nascondesse un’omosessualità sempre repressa. Più che altro Sordi ha sempre messo il suo lavoro, che amava pazzamente, al primo posto, ma ha anche saputo amare, pur non legando tutta la sua vita a nessuna donna, che non fossero le sue adorate sorelle.

Biblio-sitografia

Alberto Sordi nasceva 100 anni fa: tutti gli amori dello scapolo più amato d’Italia, di Cecilia Ermini

Dolce Vita Gossip, di Aurelio Magistà, Bruno Mondadori

Domenico Palattella

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