Le coppie storiche del cinema italiano: Audrey Hepburn e Gregory Peck

Vacanze romane» di Audrey I sessant'anni di un film cult | Bresciaoggi

Non è sempre necessario interpretare un corposo numero di pellicole insieme, per entrare nella storia del cinema. In alcuni casi basta soltanto un film, che spinto da un enorme successo popolare entra nell’immaginario comune e nei cuori del pubblico.

Questo vale anche per quelle “coppie cinematografiche” che hanno interpretato un solo film, talmente rilevante, che è come se ne avessero interpretati cento. Perché ti rimane poi indelebile l’idea, quando pensi ad un determinato attore di associarlo istintivamente all’altro. Come poter scordare quella vespa scintillante, che sfreccia tra le strade e le bellezze storiche di Roma, guidata da un giornalista gentile, affascinante e d’altri tempi, insieme ad una principessa che desidera soltanto una vita normale. Ebbene questa immagine resta nell’immaginario comune come uno dei massimi simboli del cinema mondiale e della Roma che si affaccia al boom economico. Parliamo ovviamente di Vacanze romane, forse il film più romantico della storia del cinema, certamente uno dei più importanti in assoluto. La coppia è ovviamente quella composta da Gregory Peck e Audrey Hepburn che, quando il film esce in sala, nell’agosto del 1953, vengono consacrati nel gotha del cinema mondiale. E’ con questa pellicola che per primo si afferma il mito della Roma della Dolce Vita e degli americani che vengono a girare le loro pellicole quì in Italia. Il film consegnò ad entrambi gli attori i ruoli della vita, Gregory Peck per la verità era già, comunque, un divo acclamato e di grossa fama, mentre Audrey Hepburn si afferma proprio con questo film, aggiudicandosi anche l’Oscar come miglior attrice protagonista.

File:Audrey Hepburn and Gregory Peck on Vespa in Roman Holiday trailer.jpg  - Wikipedia

Erano precisamente i tempi in cui Hollywood si era trasferita a Cinecittà e in cui Roma e Via Veneto erano diventati il centro del mondo cinematografico e mondano. In questo humus culturale si gira un film “storico”, divenuto grande grazie a tutto questo ecosistema cinematografico che gira intorno a Via Veneto, a Piazza di Spagna e a Cinecittà. Roma, con Vacanze romane diventa la “Hollywood sul Tevere”, diventa cioè la città dei divi (nazionali e internazionali) e dei grandi registi, delle notti mondane, dei tormentati amori, del divertimento ad ogni costo, dei kolossal con migliaia di comparse e capricci delle varie star di turno. L’Italia del boom economico e della Dolce Vita dunque, diventa la regina del cinema mondiale di un breve ma intenso periodo, che va praticamente da Vacanze romane, fino almeno alla seconda parte degli anni ’60. Della nuova situazione ne beneficiarono alberghi, ristoranti, locali notturni, negozi eleganti di Via Condotti e “paparazzi”. Tra Via Veneto e Piazza di Spagna, fino a Trastevere, nasceva la Dolce Vita, che sarà poi inquadrata dall’omonimo film di Fellini. Infatti un’altra attrazione irresistibile è il fascino di Roma. Un fascino duplice: da una parte le bellezze monumentali e storiche della città, dall’altra la dolcezza del clima romano, anche nei mesi invernali. Molti divi, in trasferta di lavoro, prendono in affitto sontuose ville sull’Appia antica. E alcuni produttori incaricano gli autisti che vanno a prelevare gli attori all’aeroporto di compiere un lungo giro al ritorno, per suscitare la loro meraviglia. E poi, ciliegina sulla torta, le tentazioni dei locali notturni e di una mondanità che, in limiti geografici ben circoscritti, si sviluppa quasi ininterrottamente per tutto l’anno, con una breve sospensione durante il più caldo periodo estivo, ovvero un temporaneo trasloco nelle località di villeggiatura, da Capri a Taormina, da Positano a Ischia. Le star, incuriosite o supponenti, arrivano come delle vere conquistatrici. E vengono accolte con tutti gli onori che i conquistati tributano ai conquistatori graditi. Abitano nei grandi alberghi di via Veneto o nelle mega ville prese in affitto, spesso su ai Castelli Romani.

E tra le tante dive ad esempio, proprio quì a Roma Audrey Hepburn trova marito, non una ma addirittura due volte. La prima con l’attore americano Mel Ferrer nel settembre del 1954. Lei lo aveva ammirato nel film Lili, rimanendone favorevolmente colpita. Lo conobbe nell’estate del 1953 a Roma, ad una festa organizzata proprio da Gregory Peck in persona. Ferrer passata l’estate inviò alla Hepburn il copione di una commedia teatrale dal titolo Ondine, che l’attrice accettò al volo. Da lì nacque il loro amore sfociato nelle nozze storiche del settembre 1954. Tornarono anche in quella Roma lucente che fu galeotta per la loro unione, con Guerra e pace, di King Vidor, girato l’anno successivo. Il secondo matrimonio di Audrey, fu invece quello con lo psichiatra italiano Andrea Dotti, professore ordinario alla Sapienza di Roma. I due si conobbero nel 1968 durante una crociera e si innamorarono, fino a contrarre nozze nel gennaio del 1969. Tutto questo per dire quanto Audrey Hepburn fu legata emotivamente a quella Roma mondana, che un pò aveva tenuto a battezzo, insieme ovviamente a Gregory Peck, e che le aveva dato fama, amore e ricchezza.

Stasera in tv Vacanze romane di William Wyler, con Audrey Hepburn e Gregory  Peck — Mondospettacolo

Anche l’attore americano rimase molto legato a Roma e alla magia dell’Italia dell’epoca. Durante il periodo delle riprese Gregory stava vivendo un capitolo molto difficile della sua vita privata, il divorzio dalla prima moglie, Greta Kukkonen; ma allo stesso tempo, aveva già incontrato quella che sarebbe diventata poi la sua seconda moglie, la giornalista francese Veronique Passani. Star indiscussa del panorama hollywoodiano, attore raffinato, elegante e di classe, Gregory rimane incantato dalle bellezze di Roma. Lui che, all’epoca del film, poteva già vantare una delle carriere più felici che un attore può desiderare, accetta di buon grado, il ruolo di questo giornalista che sa già di vivere una favola che non potrà mai essere a lieto fine. Un ruolo positivo e sentimentale, in linea con i suoi classici personaggi. Gregory ha infatti, interpretato quasi sempre il ruolo del buono, dell’eroe o comunque ruoli positivi. Spesso gli attori dichiarano di trovare i personaggi dei cattivi più interessanti da interpretare perché ricchi di sfumature inconsuete. Gregory sembra non essere dello stesso parere dichiarando che proprio perché spesso il personaggio del buono può risultare noioso c’è bisogno di fare appello a tutte le proprie prodezze attoriali per evitare che il personaggio crolli e risulti insipido al pubblico. Una grande onestà intellettuale dunque, di un uomo d’altri tempi. Onestà ravvisabile, ad esempio, quando pretende dalla Paramount Picture, casa di produzione di Vacanze romane, che il compenso di Audrey Hepburn fosse pari al suo, sostenendo che la pellicola si sostenesse proprio sul personaggio dell’attrice. Attrice, la Hepburn, che spicca il volo grazie a questo film e grazie Gregory che le fa, praticamente da pigmalione, proteggendola e dandole tanti consigli che poi le saranno utilissime nel prosieguo della sua carriera. Gregory, classe 1916, era tredici anni più grande della Hepburn, e per lei è come un fratello maggiore, saggio e dispensatore di consigli. D’altronde quando il film esce in sala Gregory Peck è già Gregory Peck, Audrey Hepburn invece viene scoperta e lanciata proprio con questo film. Diventa fin da subito la diva che più di ogni altra ha segnato un’icona di stile e di eleganza nel mondo. Modello di vita per tutte le donne che facciano del glamour e dell’eleganza uno stile, Audrey impose fin da subito il suo charme fuori dagli schemi, e la sua bellezza moderna conquistò in tempi brevi le migliori riviste di moda; si pensi che le ballerine indossate da lei diventarono più seducenti dei tacchi a spillo. Elegante, semplice e affascinante. Sorrideva sempre ai fotografi che le puntavano contro l’obiettivo. E non la si incontrava mai per strada sciatta e trasandata.

Sul lato strettamente professionale, la coppia, diretta da William Wyler, oltre a far parte di quella Roma notturna, scintillante di colori e di mondanità sfrenata, frequenta la città eterna anche sul set. Il film è praticamente realizzato quasi tutto in esterni ed è realizzato interamente dal vero, non vi sono infatti scene realizzate negli studios, ne a Cinecitta, ne a Hollywood. Tra le location scelte per le riprese ci sono tutti i luoghi di punta della capitale, tra cui Fontana di Trevi, Piazza Venezia, Piazza di Spagna, il Colosseo e il Pantheon. Pochi lo sanno, ma il film venne girato a colori, con la tecnica del Technicolor. In sede di montaggio, il regista nella versione definitiva decise di lasciare il film in bianco e nero, perché più suggestivo rispetto alle bellezze di Roma e all’eleganza innata dei due protagonisti.

Audrey Hepburn, Vacanze Romane da Premio Oscar | Sky TG24

Domenico Palattella

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